Riflessologia Plantare

Che sia piede piatto, normale o troppo arcuato, forme diverse, modi differenti per sostenersi, stare in equilibrio, indicano stabilità, non solo fisica, ma anche psicologica di una persona.


Il modo in cui un individuo è piantato fisicamente al suolo, è identico al modo in cui è piantato emotivamente.

Secondo alcuni studi i piedi hanno importanza vitale e psicologica poiché sono in contatto con la realtà: il suolo.

La gravità, l'input perfetto a livello psico - comportamentale ecc.

I detti: "Hanno i piedi per terra" oppure: "Vanno con i piedi di piombo", non sono che l'espressione per indicare di una persona a cui corrispondono realtà psicologiche ben precise.

L'uomo primitivo camminando scalzo, stimolava continuamente i riflessi di ogni parte del corpo, situati a livello dei piedi.

Oggi, dalle scarpe inadatte ai terreni asfaltati e non, tutto sembra allontanarci da quella condizione ideale primitiva ideale allo stimolo riflessogeno.

Eccone alcuni esempi: Camminare su sabbia o altro stimola la circolazione e fa un massaggio naturale; In casa si usino per camminare solo calzini di cotone; Acquistare una sorta di tappeto che simuli un terreno.

Oggi molti ospedali anglosassoni si avvalgono di un riflessologo che fa parte dei team medici, il quale indica quale organo deve essere esaminato, oppure può essere un toccasano per certe emicranie, dolori reumatici, cattive digestioni, ecc., nel massaggiare alcune zone.

Il clinico che ha riportato la pratica della riflessologia nel mondo occidentale è stato William H. Fitzgerald (1872 - 1942), il quale osservò che facendo pressione e massaggiando alcune zone del piede era in grado di compiere piccoli interventi chirurgici senza anestesia.

Poco alla volta tracciò una mappa di zone di riferimento.

I primi che utilizzarono queste scoperte furono i dentisti, per operazioni odontoiatriche senza ricorrere ad anestetici.

Infatti oltre agli effetti positivi sulla circolazione sanguigna e sul sistema nervoso, ha un effetto benefico nell'alleviare sensibilmente i dolori di varia natura, dovuto alle aree riflessogene di rilasciare o far liberare le "endorfine", ossia sostanze prodotte naturalmente dall'organismo.

Esse sono dei mediatori che alleviano lo stato di sofferenza.

Ritrovare il benessere col semplice massaggio del pollice è l'obiettivo che si propone la riflessologia plantare.

Secondo questa tecnica nei piedi si trova una sorta di mappa del corpo suddivisa in aree dette "Riflessogene", ognuna corrispondente ad una determinata parte del corpo, massaggiando questi punti si provoca un riflesso dell'organo corrispondente.

Pare che la Riflessologia agisca anche tramite il sistema neuro - vegetativo, ovvero, una parte del sistema nervoso deputato a regolare le funzioni della vita vegetativa.

In qualsiasi zona del corpo si trova un organo, esiste un'area riflessogena corrispondente ad una zona del piede.

Nell'organismo esistono 3 zone orizzontali, che possono essere visualizzate tracciando tre linee immaginarie: La prima a livello delle spalle e comprende testa e collo alla base delle falangi ovvero alle articolazioni metatarso - falangee del piede; La seconda a livello della vita, che comprende sotto le costole, il torace e parte superiore dell'addome.

Alla base delle ossa metatarsali ovvero alle articolazioni tarso - metatarsiche; La terza passa lungo la base del bacino, che corrisponde alla restante parte dell'addome, a livello delle ossa del tarso da un malleolo all'altro.

La tecnica della riflessologia si propone di riequilibrare alcune parti del corpo che non funzionano a dovere a causa di alcuni fattori quali: Cattiva circolazione sanguigna; Dieta scorretta; Stress - Ansia - Depressione; Un atteggiamento negativo verso la vita; Dolore di varia natura (dismemorrea); Forme di artrite; insonnia; Nel massaggio zonale si verifica un vero e proprio scambio energetico tra massaggiato e massaggiatore, una sorta di comunione, ed è bene che quest'ultimo si rilassi o cerchi, durante il massaggio, di respirare in sintonia con il suo paziente.

Prima di procedere alla seduta di riflessologia plantare, è bene che il terapeuta raccolga tutte le informazioni relative alle malattie di cui la persona ha sofferto o da cui è ancora afflitta (l'anamnesi).

Il paziente verrà fatto accomodare su un lettino reclinabile per permettere un perfetto sostegno alla schiena e alle gambe offrendo una posizione comoda e rilassata.

I piedi che così posizionati testimoniano lo stato di schema di "uomo seduto" in base al quale: Le dita rappresentano la testa; il tallone simboleggia il sedere.

A tal punto si esaminerà il piede stando molto attendi a notare: La conformazione; La temperatura; Il colore; La presenza di vene varicose; Stato tissutale; Presenza di cicatrici; LA struttura ossea; Infezioni locali; Presenza di calli e duroni; Il massaggio si eseguirà con il pollice che esercita una:

a) Pressione;
b) Frizione.

Il terapeuta lavorerà sulle dita, se il problema riguarda il capo o il collo; sulla pianta se interessa un organo interno; sul dorso per la circolazione; sul tallone per organi genitali ecc.

Il massaggio inizia sui punti dell'alluce e dalle dita si sposta alla pianta fino al calcagno.

A secondo dei casi e situazione in base all'esperienza del terapeuta si può cambiare questo schema.

La pressione esercitata deve: Essere piuttosto energica; Non provocare solletico; Non superare la soglia di dolore della persona.

Le sensazioni dolorose avvertite dal paziente sono descritte come:

a) Una puntura di spillo;
b) Un chiodo che si infila.

Durante il trattamento, nel momento che il corpo si libera di sostanze tossiche, si possono verificare alcune reazioni negative dette: "crisi di rigetto".

Stimolo maggiore ad urinare; Aumento dell'attività intestinale e possibile flatulenza (accumulo di gas nell'intestino); Sintomi influenzali; Aumento di sudorazione e secrezione vaginale; Ricomparsa dei disturbi; Insonnia ed alterazioni delsonno.

Il trattamento Riflessogeno è effettuato con ottimi risultati anche sui bambini, con durata minore della seduta.

Le uniche contro indicazioni sono: Febbre alta; Infiammazioni: Infezioni acute (ascessi di denti ecc.).

Iridologia

L'iridologia risale alla metà dell'Ottocento.


Fu un medico ungherese, Ignatz Von Peczeley (1826 - 1911) che scoprì il riflesso dell'intero corpo nell'iride e che evidenziavano le malattie.

A ciò arrivò dopo aver curato un gufo con una zampa rotta, notò nell'iride un segno nero che via via scompariva con il miglioramento della patologia.

Da qui gli studi di Peczeley che pubblicò nel 1881.

Nel 1950 l'americano Bernard Jensen, elaborò una vera e propria mappa.

Nell'individuo il suo computer è il cervello, gli occhi, e non solo quello, sono lo schermo dell'anima, ma anche della salute.

L'Iridologia è lo studio dell'osservazione dell'iride a scopo diagnostico per prevenire malattie ignorate, sospettate e temute o anche accertate predisposizioni verso alcuni disturbi.

Essa non si può sostituire agli strumenti medici tradizionali (radiografia, tac, risonanza, ecc.).

Gli scettici sottolineano l'assenza di dati scientifici, gli iridologi ribattono che non si dispone di finanziamenti, ovvero di ricerca clinica.

Esiste però, una provata reazione di alcune cellule dell'occhio a qualsiasi tipo di "aggressione" dall'esterno o dall'interno.

Ovvero qualsiasi alterazione biologica viene "denunciata" dall'iride.

E' noto che tessuti di ciascun organo sono avvolti da una rete nervosa che percepisce ogni minima alterazione e la comunica al cervello, attraverso fasci nervosi midollari, e dal cervello l'informazione è trasmessa all'iride.

Ciascun organo è collegato all'iride mediante migliaia di fibre nervose.

Tali fibre trasmettono informazioni ricevute dalle cellule degli altri organi del corpo all'iride, che li registra e li trasmette attraverso codici particolari, decifrati solo da un iridologo esperto.

Tali informazioni non sono trasmesse solo da cellule nervose; l'iride è molto vascolarizzata ed attraverso il torrente circolatorio riceve gli scarti metabolici (tossine) dell'organismo evidenziandosi sull'iride con sovracolorazioni e macchie.

E' noto che gravi disturbi al fegato tingono di giallo la congiuntiva oppure che la pupilla si dilata o si restringe in chi fa uso di sostanze stupefacenti.

Allo stesso modo la presenza di macchie o pigmentazione (carenza di colore) o altri segni manifestano malattie in corso.

Ogni piccolissima porzione dell'iride corrisponde ad un organo del nostro corpo.

Gli organi a doppio (rene, polmoni, ecc.) sono rappresentati in tutte e due le iridi, quelli unici nell'iride di destra o di sinistra. Il fegato, ad esempio, è nell'iride di destra, la milza a sinistra, solo lo stomaco e il cuore sono letti in tutte e due le iridi.

Per il cuore, nell'iride sinistro si trova atrio e ventricolo sinistro, nel destro si trova atrio e ventricolo destro.

La visita si divide in due fasi principali: La prima consiste nella raccolta di dati amamnesici del malato, riportati su una cartella clinica; nella seconda fase si passa all'osservazione dell'occhio mediante iridoscopio, un microscopio che ingrandisce l'iride 30 - 40 volte, oppure con una lente di ingrandimento ed una piccola pila per illuminare come ha spiegato il medico russo Vladimir Paremago, uno dei maggiori esperti internazionali, residente negli Stati Uniti.

L'analisi dell'occhio procede partendo dal centro, rappresentando il sistema nervoso vegetativo che regola tutte le funzioni "involontarie" dell'organismo, come:

a) Battito cardiaco;
b) Pressione arteriosa;
c) Funzioni vasomotorie;
d) Motilità dello stomaco e dell'intestino. Pupilla; Oro pupillare; Area dello stomaco; Area dell'intestino; Collaretto (se il collaretto è contratto, è segno che uno degli organi controllati dal sistema nervoso autonomo è contratto, se è decolorato, si suppone accumulo di tossine); Area della circolazione.

Verso la periferia: Area degli organi; Circolazione linfatica; Circolazione periferica.

Analizziamo ogni settore: Si suddivide l'iride in dodici sezioni circolari per permettere la diagnosi attraverso lo studio ed interpretazioni di anomalie presenti: Macchie; Lacune; Ispessimenti; Pigmentazioni; Deformazioni; Anelli; Presenza di venuzze nella sclera (parte bianca).

IRIDE SINISTRO
IRIDE DESTRO

La lettura avviene sui centri concentrici, ognuno corrispondente ad una parte del corpo.

Macchie e scolorimenti: Sono spia di un accumulo di tossine.

Le macchie possono derivare da un metabolismo difettoso o da ingestioni di droghe, disfunzioni del pancreas, fegato e reni; nicotina e tabacco nelle aree dei polmoni e della gola.

Anelli grassi: L'anello lipidico, ovvero eccessivo consumo di grassi ed olii è di colore bianco giallastro evidenziato nella zona 6 dell'iride a forma di "falcetto".

Anelli minerali: Nella stessa zona 6 dell'iride si manifesta un anello sodico a forma tonda ben definita, che negli occhi azzurri è ben definita di colore biancastro, negli scuri è grigiastro, si manifesta in chi soffre di ritenzione idrica.

Anelli da stress: Chi conduce una vita particolarmente frenetica le iridi appaiono increspate da solchi più o meno profondi con colorazione scura indice di rischio di esaurimento nervoso.

Raggi solari: Questi segni ricordano i raggi del sole, il loro colore è scuro, di solito segnalano un problema di stomaco e di intestino, più sono scuri più è grave la situazione.

Inoltre si evidenzierà la trama dell'iride che testimonia la condizione fisica o costituzione di ogni individuo: A rete (costituzione tendenzialmente debole); A seta (costituzione più forte); A seta limo (costituzione più forte); A limo (costituzione più forte); A canapa (costituzionalmente misti).

Anche il colore dell'iride può valutare costituzione e predisposizione dell'individuo.

L'iride scura sono associati a possibili problemi cardiocircolatori; Le iridi azzurre, verdi e grigie, sono associate a possibili problemi dell'apparato respiratorio.

Sono tre i gradi di pigmentazione delle macchie dell'iride indicando gli stadi di malattia del tessuto o dell'organo: Acuto; Cronico: Degenerativo.

Quali sono i vantaggi dell'Iridologia?

Si possono individuare almeno 6 vantaggi secondo la mia opinione: Prima di tutto è possibile l'esame di tutte le parti del corpo; La tecnica non comporta violazione dell'intimità ed è subitanea; L'applicazione è facile e non a rischio; Può essere usata in diagnosi di massa per la prevenzione; E' utilissima come tecnica complementare a ciò che sarà poi la tecnica terapeutica; Utile da un punto di vista sociale.

SHIATSU

Il significato di Shiatsu "pressione con le dita" è una tecnica terapeutica di derivazione cinese, il suo substrato filosofico nella sua applicazione si rifà alla concezione dell'energia vitale, che si distribuisce ad ogni parte del corpo, lungo canali che raggiungono e connettono fra di loro organi e visceri.


Ciò che distingue e caratterizza lo shiatsu dall'agopressione cinese, è la partecipazione di un continuo interscambio di energia con il paziente.

Nell'opera di medicina cinese attribuita all'imperatore Huang Ti (2697 - 2597 a.c.) sono descritte relazioni fisiologiche tra i diversi organi corrispondenti ai meridiani.

La corrispondenza tra emozioni ed organi offrono molte opportunità diagnostiche e terapeutiche.

La depressione ed un coinvolgimento emotivo sono la causa e l'effetto di uno stomaco mal funzionante, oppure l'irritabilità o l'aggressività abbia disturbi nel fegato o vescica biliare.

Come in tutta la medicina orientale, ogni caso è un caso a sé, ogni persona è diversa dall'altra e quindi non esiste un trattamento standard, ma esistono trattamenti per quel problema che in quella particolare persona si manifesta, in un certo modo.

Lo Shiatsu guarda il paziente nella sua totalità, quindi anche per un sintomo il paziente verrà trattato nella sua complessità, quindi il suo trattamento verrà costruito in riferimento al suo stato energetico, della persona e delle sue condizioni di salute.

Il ministero della sanità giapponese lo ha riconosciuto ufficialmente solo dal 1964, definendolo non un semplice massaggio ma un'arte di ascoltare le mani.

Questa tecnica esclude qualsiasi strumento meccanico ad eccezione del peso del corpo (una parte del corpo) dell'operatore che si appoggia a quella del paziente per determinare l'effetto desiderato.

Basandosi sui concetti tradizionali cinesi in cui nulla resta immutato, ed ogni cosa si trasforma (il continuo movimento).

La forza che determina questo cambiamento è detta QI (il flusso ella vita), YIN e YANG(negativo e positivo) sono i due contrapposti aspetti che interessano tutti i fenomeni della vita.

I cinesi oltre questi aspetti hanno elaborato la teoria dei cinque movimenti: Acqua - Fuoco - Terra - Legno - Metallo.

L'unione di tali principi portano alla concezione medica cinese in cui il QI dell'organismo circola in una complessa rete del corpo costituita da canali detti "meridiani" (JING - MAI) in numero di dodici.

Ciascun meridiano è contraddistinto da più punti, gli "TSUBO", punti sensibili su cui si interviene per ristabilire il corretto flusso del QI e lo stato di salute.

I disturbi psicosomatici, le malattie, si verificano nelle situazioni in cui questo flusso di energia è disturbato.

Gli TSUBO sono piccole zone in cui il QI scorre in profondità e poi, sale in superficie, mettendo in contatto l'esterno con l'interno ovunque sui meridiani.

Il centro degli TSUBO si trova in profondità e lo Shiatsu sarà tanto efficace quanto ogni punto sarà trattato nella sua giusta profondità.

Il terapeuta si soffermerà su tale TSUBO, a volte dolorante, quale quale espressione di ristagno energetico.

Il soffermarsi o la stimolazione minore o maggiore di tali TSUBO, Dipende da uno stato di minore flusso del QI, che determina il KYO (vuoto), se è maggiore JITSU (pieno).

Così che nel primo caso bisogna stimolare e nel secondo bisogna sedare.

Il JITSU è più facile da individuare, il KYO che è più nascosto è un vero problema.

Rispetto all'agopuntura, lo Shiatsu presenta una serie di vantaggi: Evitare il fastidio dell'infissione dell'ago; I benefici si hanno dal contatto di chi lo pratica e chi lo riceve; La percezione diretta del paziente; Individuare la sua situazione energetica; Il trattamento non è finalizzato solo a curare l'organo o lo TSUBO del meridiano, ma a Puntare sui diversi meccanismi quali:

a) armonizzazione del sistema neurovegetativo;
b) correzione della struttura scheletrica;
c) rilassamento. I meridiani principali da trattare sono: polmone; mastro del cuore; cuore; grosso intestino; vescica urinaria; rene; cistifellea; fegato; stomaco; milza; vaso governatore; vaso concezione; Esistono due stili principali di Shiatsu: MAMIKOSHI OHASHI Per quali disturbi è indicato lo Shiatsu?

Esso rappresenta un valido aiuto a tutti quei disturbi psicosomatico o dello stress.

Esempio: l'ansia ; la depressione; il nervosismo; l'insonnia.

Per l'apparato locomotore: dolori muscolari (sportivo); dolori articolari; lombosciatalgie.

E' un alternativa a problemi quali: cervicalgie; mal di testa (cefalee); disturbi gastrici; disturbi intestinali; disturbi dell'apparato genitale ed urinario.

Inoltre è indicato in gravidanza alleviando la gestante dal mal di schiena, mal di testa.

Le controindicazioni sono: Gravi patologie quali: tumore, sclerosi multipla, insufficienza cardiaca, ecc.; Infezioni acute; Chi ha partorito da pochi giorni; Dopo interventi di chirurgia; Persone che hanno mangiato da poco; Su parti del corpo che provocano eccessivo dolore.

Il trattamento è eseguito da un operatore che indossa una tuta orientale di cotone molto comoda.

Anche il paziente indossa indumenti comodi e non aderenti possibilmente di cotone. Si fa distendere il paziente su appositi tappeti (Tatami, Futo).

Si comunica con il paziente solo attraverso il contatto corporeo, di solito entrambe le mani (o altre parti del corpo), di cui una resta ferma (mano madre) e l'altra si sposta lungo un meridiano (mano figlia).

Non è altro che il sentire ed il gioco delle due mani a ristabilire il sinergismo energetico fra i vari punti, meridiani ed organi.

I trattamenti da effettuare dipendono dal tipo di disturbo da affrontare.

In genere: Dura da 45 a 60 minuti; Per problemi acuti bastano 3 - 4 sedute; Per problemi cronici, necessitano almeno 10 trattamenti.

Personal Trainer

Non sai come allenarti in modo da ottenere il meglio?


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Che ti dà qualità nell’allenamento personale migliorando infortuni.

Chi si rivolgerà ad un allenatore a domicilio, cerca un professionista altamente preparato e qualificato, quale può essere un Fisioterapista con lunga esperienza sportiva nel passato, in varie discipline sportive e da allenatore almeno in una disciplina ed una lunga esperienza dal punto di vista sanitario e riabilitativo; conoscenza dell’alimentazione, di pronto soccorso ed in grado di collaborare con consulenti multidisciplinari (dietologo, ortopedico, cardiologo, pneumologo, fisiatra, neurologo, psicologo ecc. ecc.)

I Personal Trainer generalmente sono solo dei preparatori tecnici con poca esperienza in campo sanitario, la maggior parte fanno body-building e fitness o sono dei diplomati Isef (Insegnanti di Educazione Fisica).

Addirittura molti divengono Personal Trainer dopo aver fatto con alcune federazioni corsi di body-building o solo di Sppinning o Kicfitness e senza aver nessun diploma o laurea, dopo un corso di 3 o massimo 4 giorni. Anche se la preparazione tecnica è necessaria, non è sufficiente.

E’ sicuramente più mportante la Biomeccanica applicata alla pesistica ed a tutti gli sport, l’Anatomia, la Fisiologia, la Chinesiologia, la minima conoscenza della Patologia e dell’Alimentazione, ma soprattutto avere doti umane è la più importante, il rispetto e la comunicazione col cliente.

Essere attenti a capire ciò che l cliente chiede.

Da non dimenticare che infatti il 60% di richieste di un Personale Trainer sono impiegati, liberi professionisti, manager, persone super-impegnate da non poter seguire per svariati motivi in palestre o addirittura post-traumattizzati da essere prima riabilitati e poi farli tornare in buona forma fisica, o perché nò la signorina, il giovanotto o la signora che vuole riacciuffare la propria forma fisica ed estetica.

Il restante 40% difficilmente ricorrerà al Personal Trainer in quanto essendo sportivi professionisti hanno già i loro allenatori sportivi nella loro disciplina sportiva.

Chi si rivolge al Personal Trainer e quale programma bisogna fare:

A)Un programma di tonificazione e rafforzamento muscolare o potenziamento muscolare per persone che hanno già esperienze sportive dilettantistiche e professionali. Queste persone potranno essere seguite nelle loro sedi sportive o palestre o addirittura a domicilio.

B)Un programma di Elasticità Muscolare e di Dimagramento, avendo come obiettivo quello di rassodare la muscolatura e migliorare il movimento a livello articolare e di elasticità muscolare. Dei attività AEROBICA mirata.

C)Un programma per chi essendo più giovane e non praticando più sport, di voler riprendere in certo modo un’attività ginnica per sopperire alle carenze della vita sedentaria, con una ginnastica dolce e soft.

D)Un programma post infortuni o incidenti e che dopo essere stati per un periodo immobilizzati hanno bisogno di recuperare la propria attività e riprendere perché nò una discreta e perfetta attività sportiva.

E)Un programma per DISABILI (paraplegici, limitazione di movimento ad un arto ecc. ecc.), che vedendosi diversi da un punto di vista psicofisico da non voler frequentare palestre o essere impossibilitati a raggiungerla.

Oltre a preparare un programma personale a domicilio, consigliando l’uso e l’acquisto di attrezzi quali: bici, tapis-roulant, panche multiuso ecc. ecc.; potrà correggere eventuali errori di esecuzione e di postura ed in casi particolari applicare tecniche di rieducazione posturale (Mezieres, tecniche Osteopatiche ecc.), bagaglio culturale e professionale del Fisoterapista o Terapista della Riabilitazione.

Oppure integrare tramite un Elettrostimolatore una ginnastica passiva con l’applicazione di particolari elettrodi con corrente a bassa frequenza da provocare contrazione muscolare involontaria alternata a pause di recupero.

Oppure utilizzare diverse correnti tipo TENS (Elettrostimolazione trans-cutanea) per l’analgesia od apparecchi ad Ultrasuoni o Ionoforesi (somministrazione locale di un farmaco antinfiammatorio od analgesico), per accalerare un processo di recupero in tempo per una prestazione sportiva dilettantistica o professionale.

Oltre a ciò consigliare o preparare una adeguata integrazione alimentare da abbinare all’attività sportiva o coadiuvare ed integrare una dieta ipocalorica prescritta da un Dietologo od una collaborazione con quest’ultimo.

Osteopatia

L'osteopatia è un'arte curativa nata in America alla fine dell'Ottocento ad opera di Andrew Taylor Still, il quale mise a punto una metodica contrapposta alla medicina tradizionale.


Si è diffusa dagli Stati Uniti ai paesi anglosassoni e da qui in Europa e in Giappone.

E' una tecnica di approccio globale dell'individuo, in cui il disturbo non è considerato singolarmente, ma è ricondotto ad un'ampia disfunzione organica, generata da una diminuzione di capacità di "autoregolazione del corpo".

Con autoregolazione si intende la possibilità del corpo a continuare il suo funzionamento anche quando ci sono eventi a modificarlo, eventi che modificano l'equilibrio originario.

Quando l'autoregolazione diminuisce, la persona non sta bene.

Ogni individuo è fatto per stare in salute.

Ogni corpo contiene tutti gli ingredienti per mantenersi in stato di salute.

Questa energia, di cui il corpo dispone, può: Essere ridotta; Essere bloccata.

Da qui i suoi concetti fondamentali:

a) Il corpo come unità;
b) Funzione e struttura sono tra loro correlate;
c) Il corpo contiene un meccanismo di autoregolazione;
d) Il corpo è capace di difendersi da aggressioni esterne.

Quindi l'osteopatia si basa su un buon sincrono "movimento" tra: Sisitema nervoso; Sistema muscolare; Sistema osseo, ecc., ecc.

Tutto si muove ed è in movimento, anche tutte le pareti del corpo si muovono.

Ciò è evidente per gli arti ma non per altri organi interni o altri che lo sono meno.

Le varie strutture dell'organismo sono soggette sia alla macromobilità (grande movimento), sia alla micromobilità (piccolo movimento) più profonde, entrambe necessarie affinché non nasca la malattia.

Il movimento di varie strutture del corpo (muscoli, scheletro, visceri, sistema circolatorio, neuro-endocrino e cranio-sacrale) è collegato: lo stomaco, ad esempio, oltre ad avere propri movimenti di peristalsi (contrazione e rilasciamento dei muscoli della parete del tubo digerente) è in rapporto col muscolo diaframmatico, da cui dipende la mobilità viscerale, in stretto contatto con le vertebre lombari.

Una riduzione di mobilità può creare fastidi in altre parti del corpo lontane ed apparentemente senza collegamento.

Il punto chiave dell'osteopatia è di considerare la persona come unità, in cui ogni parte dipende da altre, ed il funzionamento di ognuna assicura la intera struttura.

Secondo tale principio, le ossa craniche hanno mcrofluttuazioni che si propagano per tutto il corpo in quanto le suture di tali ossa non saldano avendo dei piccoli movimenti connessi alla fluttuazione del liquido cefalorachidiano (liquido circolante tra i ventricoli e nel midollo spinale).

Tali movimenti di retrazione ed espansione, si trasmettono all'osso sacro ed a tutto il corpo.

Tale sistema è importante per tutto il corpo.

L'organismo tende sempre ad un equilibrio, adattandosi ad ogni situazione con minor dispendio energetico.

Lo stato di benessere tende, in ogni persona, al proprio potenziale vitale originario.

Secondo l'osteopatia, ogni persona ha in se le potenzialità di auto-guarigione.

Talvolta ciò può diminuire o rallentare in qualche parte dell'organismo, ed in questo caso l'osteopatia interviene dando con le sue tecniche la capacità di auto-ripresa o auto-guarigione.

E perciò che essa è utilizzata in molteplici disturbi considerando la natura del problema nell'unità corporea e non nella sua localizzazione sintomatica.

Efficace quindi nei disturbi di mobilità e funzionali, ma non lesionali (es. frattura di un arto).

Inoltre serve a vari disturbi (esempio: cefalee, lombalgie, gastrite, ecc.) per il recupero della mobilità persa e del proprio benessere.

L'osteopata effettua la diagnosi, dopo una elaborata valutazione, dopo un'accurata anamnesi ed informazioni su eventuali traumi, interventi e la lettura di analisi e visione di radiografie, TAC, risonanze, ecc.

L'osteopata valuta la postura del paziente ed il suo meccanismo cranio-sacrale.

Individuata la causa o il perché della patologia, l'osteopata applicherà tecniche manuali da seduti o sdraiati su, un tavolo adeguato alla terapia, con tecniche dirette sia sul sistema viscerale, cranio-sacrale, colonna o indiretto come il sistema circolatorio e neuro-endocrino.

Tutto ciò al fine di portare l'organismo ad utilizzare la propria capacità di autoguarigione.

Sono soprattutto i bambini, anche di pochi giorni, a beneficiare dell'osteopatia.

Alla nascita infatti, molti di essi, subiscono dei traumi durante il parto ad esempio deformazioni della testa, e qui che l'osteopata agisce modellando il cranio con lievi pressioni, appunto per la elevata plasticità di quest'ultimo, garantendo un corretto sviluppo e funzionalità del cranio e del sacro, prevenendo disturbi tipo insonnia, irritabilità ecc.

Una seduta ha la durata di circa 45 minuti, ma varia a secondo della patologia, ed in genere i benefici si avvertono già dopo le prime 3 o 4 sedute, anche se possono avvertirsi fastidi o dolori anche dopo la prima o la seconda seduta.

Chi E' Il Fisioterapista?

Chi è il fisioterapista quello vero?

E' un professionista che ha frequentato un corso para universitario, in grado di attuare un programma di cure riabilitative nell'ambito di strutture pubbliche, private o come libero professionista.

Si avvale di qualsiasi tecnica di riabilitazione mirata su ogni paziente come approccio all'essere umano "nella sua globalità", distinguendosi da operatori che praticano ed insegnano la ginnastica tradizionale di palestra o di altre discipline sportive.

Credo che:

"La Struttura Governa La Funzione"

Se questa è persa c'è patologia, ed è a questo punto che è necessario rigovernarla attraverso la riabilitazione.