Il cervello è la parte più alta e più sviluppata del Sistema Nervoso Centrale. Ha una forma ovoidale, simile di aspetto ad una noce, di tessuto molle racchiuso nella scatola cranica. Si di vide in due emisferi: destro e sinistro, profondamente uniti dal cosiddetto "corpo calloso", che ha la forma di una dura lamina biancastra.
Si suddivide in diverse zone o lobi:
1.Frontale;
2.Parietale;
3.Temporale,
4.Occipitale.
In ogni emisfero all'interno vi è una cavità detta I° ventricolo e II° ventricolo. Al disotto del corpo calloso si trova il III° ventricolo che comunica con un condotto con il IV° ventricolo. E' in queste cavità che scorre il "liquor cefalo rachidiano". Ogni metà emisferica riceve stimoli ed informazioni, controllando metà corpo da un punto di vista motorio; non solo, ma la metà sinistra interpreterà sensazioni della metà destra e viceversa (naturalmente anche motoria) poiché c'è la "decussazio", ovvero l'incrocio dei due emisferi. Ogni zona del corpo invia le proprie informazioni ad una certa area sensitivo-motoria specifica della corteccia, considerata come la sede in cui resta immagazzinata l'impressione senso-motoria ovvero il contenuto della memoria.
La zona superiore del cervello è suddivisa in:
1.TELENCEFALO (che corrisponde alla zona più esterna) composta dai due emisferi cerebrali;
2.DIENCEFALO (che corrisponde alla zona più in basso) struttura unica che comprende: a) Talamo / b) Ipotalamo;
3.I VENTRICOLI al centro dove scorre il "liquor";
4.Uno strato interno formato da gruppi di cellule nervose dette "Gangli della base";
5.Uno strato intermedio detto "Sostanza Bianca";
6.Uno strato superiore o CORTECCIA CEREBRALE o sosta grigia;
La zona inferiore del cervello che unisce la parte superiore del "midollo spinale" al "cervello" comprende:
IL MIDOLLO ALLUNGATO lungo circa 3 cm, oltre ad essere un organo di passaggio delle vie ascendenti e discendenti, ha importantissime funzioni di integrazioni per attività automatiche e riflesse in quanto sede di particolari "centri" (vomito, vasomotorio, respiratorio, cardiaco, interessamento di nervi cranici ecc.). E' responsabile dei movimenti della lingua e del gusto.
MESENCEFALO congiunge il midollo allungato ed il ponte detto anche "Romboencefalo", deputato al controllo dei movimenti "oculari" e "pupillari".
IL PONTE che trasmette informazioni dall'orecchio, volto, denti, mandibola ed espressioni del volto.
Il sistema nervoso si suddivide in due parti in strettissima collaborazione:
1.Il S.N.C. (Sistema Nervoso Centrale)
2.Il S.N.P. (Sistema Nervoso Periferico)
Il S.N.C. è costituito dal "cervello" situato nella scatola cranica e dal "midollo spinale" contenuto all'interno della colonna vertebrale, costituito da cellule nervose dette "Neuroni".
Il compito del S.N.C. è quello di:
A) Ricevere stimoli dagli organi di senso: Occhi, orecchie, naso, palato, pelle, e dai recettori del corpo che captano messaggi.
B) Analizzare ed elaborare questi stimoli e messaggi.
C) Trasmissione appropriata di un ordine o messaggio, motorio o sensoriale.
Il S.N.P. è costituito da "nervi" che collegano il S.N.C. a tutto il resto del corpo( pelle, muscoli, ghiandole ed organi interni).
Questi nervi hanno quindi una funzione.
A) Motoria, con informazione da parte del S.N.C. ad un muscolo o ad una ghiandola.
B) Sensoriale, portano informazioni che provengono da un "recettore" o da un "organo di senso" al S.N.C., che a sua volta si suddivide in:
SISTEMA NERVOSO SIMPATICO, il quale accentua le attività dell'organismo, come ad esempio, il battito cardiaco o la frequenza respiratoria. Entra in azione soprattutto di giorno, liberando sostanze come Adrenalina e Moradrenalinba, neurotrasmettitori dello stress.
SISTEMA NERVOSO PARASIMPATICO, il quale entra in azione durante la notte, liberando neurotrasmettitori, soprattutto la Acetilcolina, che possiede un effetto calmante.
Entrambi, sia il Simpatico che il Parasimpatico, costituiscono il cosidetto: "Sistema Nervoso Autonomo".
Osserviamo alcune funzioni:
Cosa avviene quando arriva un messaggio?
Una volta captato quest'ultimo dalla cellula nervosa, chiamata "Neurone", struttura che permette una rapida comunicazione, attraverso gli "assomi" e i "dentriti" che funzionano come veri e propri fili elettrici. La trasmissione avviene proprio come una piccola corrente lungo tali diramazioni. L'impulso percorre l'assome del neurone trasmittente posto accanto a quello ricevente. La parte terminale del trasmittente libera sostanze chimiche ovvero neurotrasmettitori, tra quest'ultimo e il ricevente c'è la "Sinapsi". Se il numero di neurotrasmettitori è sufficiente l'impulso passa al ricevente, mettendo in moto la "catena di trasmissione".
Le attività del cervello sono molteplici, immaginate che solo per scrivere o leggere, le azioni richieste sono molteplici:
1.Concentrazione;
2.Annullare stimoli esterni (rumori, voci, ecc.);
3.Azionare la "memoria";
4.Trasmissione;
5.Elaborazione e capacità cognitive;
6.Riproduzione;
7.Correlazione ambientale e psicomotoria (spazio, tempo, ritmo, ecc.).
Ed a proposito di "memoria", bisogna sapere come si riesce ad imparare, ovvero come può uno stimolo esterno, in seguito riconosciuto e ricordato dal cervello? Ancora una volta sono coinvolti i "Neuroni", poiché a secondo degli stimoli della memoria e dell'apprendimento sono attivati e coinvolti neuroni differenti, incrementando le nostre conoscenze e di ricordarle, attraverso quindi un meccanismo chimico (neurotrasmettitori) e fisico (trasmissione per differenza di potenziale elettrico), es. imparare una lingua straniera, trama di un libro, una poesia, ecc.ecc. Naturalmente esistono diversi gradi di apprendimento e memoria. Per il primo non sempre c'è partecipazione attiva, ovvero non sempre è coinvolto il ragionamento. Molte azioni o comportamenti vengono eseguite senza ragionarci e pensarci, è il caso di "risposta incondizionata agli stimoli". Con alcuni di questi stimoli vi è un'abitudine come il cibo, la sete, da parte dell'organismo. Si avrà a che fare all'opposto con una "risposta condizionata", ovvero l'evoluzione dell'apprendimento, quando ciò che si deve imparare determina un cambiamento nel proprio modo di comportarsi. Una volta che lo stimolo è immagazzinato nel cervello potrà essere ricordato in futuro, alla base della memoria.
Esistono diversi tipi di memoria:
1.Memoria Immediata: Gli stimoli sono immagazzinati per pochi secondi. Es. Evitare un ostacolo pericoloso in tempo. Tali informazioni possono trasferirsi alla memoria a breve termine.
2.Memoria a Breve Termine: Archivia le informazioni per pochi minuti e ripescarle al momento opportuno, come nell'ostacolo o nel pericolo.
3.Memoria a Lungo Termine: E' il ricordo di un avvenimento che verrà ricordato come nel caso di un pericolo o di un avvenimento, per ore, settimane o addirittura per tutta la vita.
Le patologie neurologiche sono difficili da riconoscere a volte per il manifestarsi con sintomi e segnali sovrapponibili. Prendiamo in considerazione una parte dei possibili disturbi del cervello e del sistema nervoso. Quando un'area del cervello viene danneggiata, da un insulto, tutte le parti controllate da quest'area ne risentono, è l'Ictus. Fa parte delle grandi sindromi neurologiche. La lesione del sistema piramidale o del I° neurone centrale o motoneurone. La cellula di origine è situata nella corteccia motrice. Le fibre destinate alle estremità superiori giacciono nel ginocchio della capsula, e quelle destinate alle estremità inferiori giacciono più caudalmente, attraversa il mesencefalo, il ponte ed il bulbo. A questo livello ha luogo la "decussazio", cioè l'incrocio (fascio piramidale crociato) delle fibre (circa l'80-90%).
Nel midollo scendono 2 fasci piramidali:
1.Fascio piramidale crociato, che decorre nel cordone laterale del midollo del lato opposto;
2.Fascio piramidale diretto, (10% delle fibre) che decorre senza incrociarsi, nel cordone anteriore omolaterale.
Il Neurone periferico o 2° motoneurone prende origine:
A) Per i nervi cranici dai nuclei motori corrispondenti;
B) Per i nervi spinali dalle cellule delle corna grigie anteriori.
Le fibre decorrono assieme alle fibre sensitive, o soli (nei nervi motori) e terminano nelle placche motrici dei muscoli.
Si distinguono due tipi di Sindrome piramidale:
A) SINDROME PIRAMIDALE DEFICITARIA O PARALISI FLACCIDA:
Il paziente mostra segni particolari evidenti in faccia:
a) La commisura labiale è abbassata dal lato colpito;
b) Il paziente non riesce a gonfiare le guance, a fischiare, a soffiare;
c) La lingua verrà deviata dal lato paralizzato (azione prevalente del muscolo gemioglosso sano);
d) Ad ogni espirazione si solleva la guancia (come se ilo paziente fumasse la pipa);
e) La testa e gli occhi sono deviati dal lato offeso;
f) Compromissioni eventuali dei nervi facciale, oculomotore e abducente.
L'arto superiore è più interessato di quello inferiore e della faccia. La paralisi predomina nei muscoli estensori e supinatori, la mano cade in flessione e pronazione. Nell'arto inferiore di solito si nota una rotazione esterna del piede in flessione plantare.
B) SINDROME PIRAMIDALE IRRITATIVA O PARALISI SPASTICA:
Nel paziente si verificano precocemente contratture, (circa uno o due mesi dopo l'esordio) dovute ad esagerazione del tono muscolare (ipertomo). I muscoli facciali, più o meno, saranno indenni. Nell'arto superiore predominerà la contrattura in flessione e nell'inferiore la contrattura in estensione. L'ictus è una malattia che si verifica quando si rompono vasi sanguigni o (emorragia), un grumo di sangue (presente in una parte qualsiasi del corpo) giunge, attraverso il flusso del sangue, in un'arteria del cervello, ostruendola, (embolia), oppure un accumulo di sostanze grasse sulla parete dei vasi fino ad ostacolare il fluso di sangue in un vaso cerebrale. Tale interruzione di flusso priverà una zona del cervello degli elementi necessari per la sopravvivenza delle cellule nervose o neuroni. E' sufficiente rimanere senza ossigeno e sangue per pochi minuti per provocare la morte di numerosi neuroni e di una zona cerebrale.
1.La lesione può colpire vari livelli della via cortico - spinale (dalla corteccia fino al midollo).
2.Lesione corticale (di solito paresi di un arto);
3.Lesione capsulare (paralisi di un emicorpo);
4.Lesione del tronco (Peduncolo, ponte ovvero sindrome alterne);
5.Lesione della decussazione delle piramidi (emiparesi incrociata);
6.Lesione midollare (con deficit sensitivo, es. sindrome di Brown - Sequard).
A seconda dell'area del cervello colpito dall'ictus, il paziente riporterà le seguenti conseguenze:
A) PARALISI, che interessa una metà del corpo (emiplegia). Se verrà colpito l'emisfero sinistro, la parte del corpo colpita sarà la destra e viceversa. Si parlerà di "emiparesi" quando ci sarà difficoltà a muovere ed a controllare un arto.
B) AFASIA, disturbo del linguaggio non solo come difficoltà ad esprimersi, ma anche nel comprendere il significato dei suoni. A ciò può associarsi disturbo del deglutire.
C) La Concentrazione, L'Orientamento e la Memoria sono disturbate.
D) DISTURBI VISIVI, molti non riescono a vedere cosa sta a destra o a sinistra del loro campo visivo.
E) DISTURBI SENSORIALI, hanno difficoltà di movimento e sensibilità, spesso a sapere qual'è la posizione della gamba o del braccio.
F)DISTURBI DI EQUILIBRIO.
La prevenzione consiste nel controllare molti fattori a rischio, anche per le ricadute:
Fumo;
Malattie cardiache;
Alimentazione;
Controllo di pressione arteriosa;
Diabete;
Obesità.
Quali invece gli esami utili:
Oltre all'esame clinico, si eseguiranno esami complementari, quali:
1.Analisi di sangue;
2.Analisi delle urine;
3.Una RX del torace o dell'addome;
4.Una RX del cranio;
5.Una TAC (Tomografia Assiale Computerizzata);
6.Una PET (Tomografia per Emissioni di Positroni);
7.Una RMN (Risonanza Magnetica);
8.Un'arteriografia cerebrale.
Purtroppo il risultato dell'ictus è una disabilità che costringe la persona a modificare il proprio stile di vita, a reimparare a svolgere determinate attività a a svolgerle in modo divarso. A modificare la propria vita quotidiana. La terapia riabilitativa non ripara ne guarisce i danni provocati dall'ictus, ma aiuterà il paziente a riprendere tutte quelle strategie che compenseranno le proprie difficoltà. Lo scopo è quello di ridurre il più possibile la condizione di disabile e portare il malato ad una propria autonomia di vita.
I principi su cui si basa la terapia sono:
Iniziare il più presto possibile fin dai primi giorni una mobilizzazione precoce, fondamentale per il successo terapeutico;
1.Evitare retrazioni, piaghe da decubito e l'istaurarsi precoce delle sinergie;
2.Seguire il trattamento a stadi diversi come fine di un programma da farsi.
Le possibilità di recupero sono un'incognita poiché dipende da vari fattori:
1.Dall'area danneggiata dalla lesione;
2.Dalla gravità delle lesioni;
3.Dallo stato di salute prima dell'ictus;
4.Collaborazione dei familiari;
5.Collaborazione del paziente;
6.Dalla scelta di personale qualificato (IL FISIOTERAPISTA).
In media circa l'80% delle persone riabilitate non hanno più bisogno di assistenza. Di questi, il 30% è in grado di riprendere la propria attività, il 20% verrà aiutato solo per alcune attività, il 15% è poco dipendente da altri, il 5% è completamente dipendente.
Si possono distinguere tecniche di rieducazione delle funzioni;
Motoria;
Sensitiva;
Simbolica.
1) La rieducazione motoria:
Queste tecniche descritte come:
a) Analitico - Culturistiche, utilizzando conoscenze di meccanica e chinesiologia dell'apparato osteoarticolare, propongono di correggere deficit articolari e muscolo - legamentose.
I metodi di intervento si basano sulla elettrofisiologia, massoterapia, la chinesiterapia, l'uso di pretesi, ausili e split.
2) Facilitazioni neuromuscolari, si basano su meccanismi di facilitazione ed inibizione del S.N.C. .
Si propongono attraverso manovre, di correggere ed evocare con schemi le risposte automatiche motorie o ereditarie dallo sviluppo filogenetico, o acquisite con lo sviluppo ontogenetico, o con addestramento durante la maturità motoria: vita vegetativa (suzione, respirazione, deglutizione, masticazione, minzione, defecazione).
Controllo posturale, equilibrio, manipolazione ed addestramento motorio.
Le metodiche per la maggiore, che hanno lo stesso nome degli autori che lo propongono, sono:
- Bobath: utilizza tutti gli schemi dello sviluppo ontogenetico normale e di inibire i patologici, per facilitarne quelli utili all'attività funzionale.
Si utilizzeranno i "punti chiave" (capo, spalle, bacino, arti, con manovre manuali capaci di evocare reazioni di raddrizzamento e guidare gli schemi motori con "taping" e "R.I.P." (Reflex Inhibiting Patterns).
Grazie a queste tecniche, il paziente acquisisce un'esperienza senso-motoria noramale dei movimenti di base che con la loro ripetizione diventeranno automatici.
-Kabat: tecniche di facilitazione neuromuscolare, definite per accellerare od evocare una risposta neuromuscolare attraverso lo stimolo di propriocettori.
La tecnica è basata sull'analisi dei movimenti che eseguono gli atleti, i quali utilizzano schemi che facilitano questi movimenti. Questi si svolgono secondo traiettorie in "diagonale" (passanti dagli arti attraverso l'asse centrale del corpo) ed in spirale (su piani diversi). Ciò sarà possibile applicando una "resistenza massimale propriocettiva" al movimento deficitario. Gli ordini di esecuzione degli schemi saranno adeguati all'età ed alla capacità del soggetto.
c) Tecniche globalistiche-comportamentistiche, che correggono il deficit neuromotorio attraverso attività di riadattamento ambientale con modifiche e stimoli musicali, animazioni, attività di gruppo e cronoterapia, inoltre con attività occupazionale cinetica: adeguando la rieducazione del deficit motorio all'attività proposta dal piano di lavoro adatto alle possibilità del paziente.
Tecniche psicomotorie: agendo sull'aspetto motivazionale e motorio comportamentale su di ogni paziente motivando il suo livello conscio ed inconscio.
d) Tecniche cognitivistiche, ovvero processi organizzativi del sistema nervoso su cui si basano teorie di apprendimento strategico di adattamento all'ambiente.
In base a ciò l'organismo possiede, l'autoadattamento in quanto dotato, secondo Amokin, di un sistema:
L'organismo attivando degli stimoli ambientali (sintesi afferente) e dalle esperienze precedenti (sistema di memoria) è in grado (programma d'azione) di preparare i parametri dell'azione comportamentale, e di prevederne i risultati (accettore di azione). Tramite un sistema di afferenze di analizzare l'azione via via che si svolge e quando raggiunge l'obiettivo si adatta (afferenza di ritorno). E' su ciò che si basa la tecnica di Perfetti e Puccini per la rieducazione motoria e simbolica dell'Esercizio Terapeutico Conoscitivo.
Esempio di attività neuro-motoria in palestra, di un bambino DISABILE.
Si suddivide in diverse zone o lobi:
1.Frontale;
2.Parietale;
3.Temporale,
4.Occipitale.
In ogni emisfero all'interno vi è una cavità detta I° ventricolo e II° ventricolo. Al disotto del corpo calloso si trova il III° ventricolo che comunica con un condotto con il IV° ventricolo. E' in queste cavità che scorre il "liquor cefalo rachidiano". Ogni metà emisferica riceve stimoli ed informazioni, controllando metà corpo da un punto di vista motorio; non solo, ma la metà sinistra interpreterà sensazioni della metà destra e viceversa (naturalmente anche motoria) poiché c'è la "decussazio", ovvero l'incrocio dei due emisferi. Ogni zona del corpo invia le proprie informazioni ad una certa area sensitivo-motoria specifica della corteccia, considerata come la sede in cui resta immagazzinata l'impressione senso-motoria ovvero il contenuto della memoria.
La zona superiore del cervello è suddivisa in:
1.TELENCEFALO (che corrisponde alla zona più esterna) composta dai due emisferi cerebrali;
2.DIENCEFALO (che corrisponde alla zona più in basso) struttura unica che comprende: a) Talamo / b) Ipotalamo;
3.I VENTRICOLI al centro dove scorre il "liquor";
4.Uno strato interno formato da gruppi di cellule nervose dette "Gangli della base";
5.Uno strato intermedio detto "Sostanza Bianca";
6.Uno strato superiore o CORTECCIA CEREBRALE o sosta grigia;
La zona inferiore del cervello che unisce la parte superiore del "midollo spinale" al "cervello" comprende:
IL MIDOLLO ALLUNGATO lungo circa 3 cm, oltre ad essere un organo di passaggio delle vie ascendenti e discendenti, ha importantissime funzioni di integrazioni per attività automatiche e riflesse in quanto sede di particolari "centri" (vomito, vasomotorio, respiratorio, cardiaco, interessamento di nervi cranici ecc.). E' responsabile dei movimenti della lingua e del gusto.
MESENCEFALO congiunge il midollo allungato ed il ponte detto anche "Romboencefalo", deputato al controllo dei movimenti "oculari" e "pupillari".
IL PONTE che trasmette informazioni dall'orecchio, volto, denti, mandibola ed espressioni del volto.
Il sistema nervoso si suddivide in due parti in strettissima collaborazione:
1.Il S.N.C. (Sistema Nervoso Centrale)
2.Il S.N.P. (Sistema Nervoso Periferico)
Il S.N.C. è costituito dal "cervello" situato nella scatola cranica e dal "midollo spinale" contenuto all'interno della colonna vertebrale, costituito da cellule nervose dette "Neuroni".
Il compito del S.N.C. è quello di:
A) Ricevere stimoli dagli organi di senso: Occhi, orecchie, naso, palato, pelle, e dai recettori del corpo che captano messaggi.
B) Analizzare ed elaborare questi stimoli e messaggi.
C) Trasmissione appropriata di un ordine o messaggio, motorio o sensoriale.
Il S.N.P. è costituito da "nervi" che collegano il S.N.C. a tutto il resto del corpo( pelle, muscoli, ghiandole ed organi interni).
Questi nervi hanno quindi una funzione.
A) Motoria, con informazione da parte del S.N.C. ad un muscolo o ad una ghiandola.
B) Sensoriale, portano informazioni che provengono da un "recettore" o da un "organo di senso" al S.N.C., che a sua volta si suddivide in:
SISTEMA NERVOSO SIMPATICO, il quale accentua le attività dell'organismo, come ad esempio, il battito cardiaco o la frequenza respiratoria. Entra in azione soprattutto di giorno, liberando sostanze come Adrenalina e Moradrenalinba, neurotrasmettitori dello stress.
SISTEMA NERVOSO PARASIMPATICO, il quale entra in azione durante la notte, liberando neurotrasmettitori, soprattutto la Acetilcolina, che possiede un effetto calmante.
Entrambi, sia il Simpatico che il Parasimpatico, costituiscono il cosidetto: "Sistema Nervoso Autonomo".
Osserviamo alcune funzioni:
SIMPATICO | |||||||
| Dilata le pupille | Inibisce la salivazione | Aumenta la frequenza dei battiti cardiaci | Dilata i bronchi | Riduce la produzione di acido gastrico | Riduce il processo della digestione | Rilascia i muscoli vescicali | Contrae il retto |
| OCCHIO | ORO FARINGE | CUORE | POLMONI | STOMACO | APPARATO GASTRO ENTERICO | VESCICA | RETTO |
| Contrae le pupille | Stimola la salivazione | Rallenta la frequenza dei battiti cardiaci | Costringe i bronchi | Stimola la produzione di acido gastrico | Accellera il processo della digestione | Contrae i muscoli vescicali | Rilascia il retto |
PARASIMPATICO | |||||||
Cosa avviene quando arriva un messaggio?
Una volta captato quest'ultimo dalla cellula nervosa, chiamata "Neurone", struttura che permette una rapida comunicazione, attraverso gli "assomi" e i "dentriti" che funzionano come veri e propri fili elettrici. La trasmissione avviene proprio come una piccola corrente lungo tali diramazioni. L'impulso percorre l'assome del neurone trasmittente posto accanto a quello ricevente. La parte terminale del trasmittente libera sostanze chimiche ovvero neurotrasmettitori, tra quest'ultimo e il ricevente c'è la "Sinapsi". Se il numero di neurotrasmettitori è sufficiente l'impulso passa al ricevente, mettendo in moto la "catena di trasmissione".
Le attività del cervello sono molteplici, immaginate che solo per scrivere o leggere, le azioni richieste sono molteplici:
1.Concentrazione;
2.Annullare stimoli esterni (rumori, voci, ecc.);
3.Azionare la "memoria";
4.Trasmissione;
5.Elaborazione e capacità cognitive;
6.Riproduzione;
7.Correlazione ambientale e psicomotoria (spazio, tempo, ritmo, ecc.).
Ed a proposito di "memoria", bisogna sapere come si riesce ad imparare, ovvero come può uno stimolo esterno, in seguito riconosciuto e ricordato dal cervello? Ancora una volta sono coinvolti i "Neuroni", poiché a secondo degli stimoli della memoria e dell'apprendimento sono attivati e coinvolti neuroni differenti, incrementando le nostre conoscenze e di ricordarle, attraverso quindi un meccanismo chimico (neurotrasmettitori) e fisico (trasmissione per differenza di potenziale elettrico), es. imparare una lingua straniera, trama di un libro, una poesia, ecc.ecc. Naturalmente esistono diversi gradi di apprendimento e memoria. Per il primo non sempre c'è partecipazione attiva, ovvero non sempre è coinvolto il ragionamento. Molte azioni o comportamenti vengono eseguite senza ragionarci e pensarci, è il caso di "risposta incondizionata agli stimoli". Con alcuni di questi stimoli vi è un'abitudine come il cibo, la sete, da parte dell'organismo. Si avrà a che fare all'opposto con una "risposta condizionata", ovvero l'evoluzione dell'apprendimento, quando ciò che si deve imparare determina un cambiamento nel proprio modo di comportarsi. Una volta che lo stimolo è immagazzinato nel cervello potrà essere ricordato in futuro, alla base della memoria.
Esistono diversi tipi di memoria:
1.Memoria Immediata: Gli stimoli sono immagazzinati per pochi secondi. Es. Evitare un ostacolo pericoloso in tempo. Tali informazioni possono trasferirsi alla memoria a breve termine.
2.Memoria a Breve Termine: Archivia le informazioni per pochi minuti e ripescarle al momento opportuno, come nell'ostacolo o nel pericolo.
3.Memoria a Lungo Termine: E' il ricordo di un avvenimento che verrà ricordato come nel caso di un pericolo o di un avvenimento, per ore, settimane o addirittura per tutta la vita.
Le patologie neurologiche sono difficili da riconoscere a volte per il manifestarsi con sintomi e segnali sovrapponibili. Prendiamo in considerazione una parte dei possibili disturbi del cervello e del sistema nervoso. Quando un'area del cervello viene danneggiata, da un insulto, tutte le parti controllate da quest'area ne risentono, è l'Ictus. Fa parte delle grandi sindromi neurologiche. La lesione del sistema piramidale o del I° neurone centrale o motoneurone. La cellula di origine è situata nella corteccia motrice. Le fibre destinate alle estremità superiori giacciono nel ginocchio della capsula, e quelle destinate alle estremità inferiori giacciono più caudalmente, attraversa il mesencefalo, il ponte ed il bulbo. A questo livello ha luogo la "decussazio", cioè l'incrocio (fascio piramidale crociato) delle fibre (circa l'80-90%).
Nel midollo scendono 2 fasci piramidali:
1.Fascio piramidale crociato, che decorre nel cordone laterale del midollo del lato opposto;
2.Fascio piramidale diretto, (10% delle fibre) che decorre senza incrociarsi, nel cordone anteriore omolaterale.
Il Neurone periferico o 2° motoneurone prende origine:
A) Per i nervi cranici dai nuclei motori corrispondenti;
B) Per i nervi spinali dalle cellule delle corna grigie anteriori.
Le fibre decorrono assieme alle fibre sensitive, o soli (nei nervi motori) e terminano nelle placche motrici dei muscoli.
Si distinguono due tipi di Sindrome piramidale:
A) SINDROME PIRAMIDALE DEFICITARIA O PARALISI FLACCIDA:
Il paziente mostra segni particolari evidenti in faccia:
a) La commisura labiale è abbassata dal lato colpito;
b) Il paziente non riesce a gonfiare le guance, a fischiare, a soffiare;
c) La lingua verrà deviata dal lato paralizzato (azione prevalente del muscolo gemioglosso sano);
d) Ad ogni espirazione si solleva la guancia (come se ilo paziente fumasse la pipa);
e) La testa e gli occhi sono deviati dal lato offeso;
f) Compromissioni eventuali dei nervi facciale, oculomotore e abducente.
L'arto superiore è più interessato di quello inferiore e della faccia. La paralisi predomina nei muscoli estensori e supinatori, la mano cade in flessione e pronazione. Nell'arto inferiore di solito si nota una rotazione esterna del piede in flessione plantare.
B) SINDROME PIRAMIDALE IRRITATIVA O PARALISI SPASTICA:
Nel paziente si verificano precocemente contratture, (circa uno o due mesi dopo l'esordio) dovute ad esagerazione del tono muscolare (ipertomo). I muscoli facciali, più o meno, saranno indenni. Nell'arto superiore predominerà la contrattura in flessione e nell'inferiore la contrattura in estensione. L'ictus è una malattia che si verifica quando si rompono vasi sanguigni o (emorragia), un grumo di sangue (presente in una parte qualsiasi del corpo) giunge, attraverso il flusso del sangue, in un'arteria del cervello, ostruendola, (embolia), oppure un accumulo di sostanze grasse sulla parete dei vasi fino ad ostacolare il fluso di sangue in un vaso cerebrale. Tale interruzione di flusso priverà una zona del cervello degli elementi necessari per la sopravvivenza delle cellule nervose o neuroni. E' sufficiente rimanere senza ossigeno e sangue per pochi minuti per provocare la morte di numerosi neuroni e di una zona cerebrale.
1.La lesione può colpire vari livelli della via cortico - spinale (dalla corteccia fino al midollo).
2.Lesione corticale (di solito paresi di un arto);
3.Lesione capsulare (paralisi di un emicorpo);
4.Lesione del tronco (Peduncolo, ponte ovvero sindrome alterne);
5.Lesione della decussazione delle piramidi (emiparesi incrociata);
6.Lesione midollare (con deficit sensitivo, es. sindrome di Brown - Sequard).
A seconda dell'area del cervello colpito dall'ictus, il paziente riporterà le seguenti conseguenze:
A) PARALISI, che interessa una metà del corpo (emiplegia). Se verrà colpito l'emisfero sinistro, la parte del corpo colpita sarà la destra e viceversa. Si parlerà di "emiparesi" quando ci sarà difficoltà a muovere ed a controllare un arto.
B) AFASIA, disturbo del linguaggio non solo come difficoltà ad esprimersi, ma anche nel comprendere il significato dei suoni. A ciò può associarsi disturbo del deglutire.
C) La Concentrazione, L'Orientamento e la Memoria sono disturbate.
D) DISTURBI VISIVI, molti non riescono a vedere cosa sta a destra o a sinistra del loro campo visivo.
E) DISTURBI SENSORIALI, hanno difficoltà di movimento e sensibilità, spesso a sapere qual'è la posizione della gamba o del braccio.
F)DISTURBI DI EQUILIBRIO.
La prevenzione consiste nel controllare molti fattori a rischio, anche per le ricadute:
Fumo;
Malattie cardiache;
Alimentazione;
Controllo di pressione arteriosa;
Diabete;
Obesità.
Quali invece gli esami utili:
Oltre all'esame clinico, si eseguiranno esami complementari, quali:
1.Analisi di sangue;
2.Analisi delle urine;
3.Una RX del torace o dell'addome;
4.Una RX del cranio;
5.Una TAC (Tomografia Assiale Computerizzata);
6.Una PET (Tomografia per Emissioni di Positroni);
7.Una RMN (Risonanza Magnetica);
8.Un'arteriografia cerebrale.
Purtroppo il risultato dell'ictus è una disabilità che costringe la persona a modificare il proprio stile di vita, a reimparare a svolgere determinate attività a a svolgerle in modo divarso. A modificare la propria vita quotidiana. La terapia riabilitativa non ripara ne guarisce i danni provocati dall'ictus, ma aiuterà il paziente a riprendere tutte quelle strategie che compenseranno le proprie difficoltà. Lo scopo è quello di ridurre il più possibile la condizione di disabile e portare il malato ad una propria autonomia di vita.
I principi su cui si basa la terapia sono:
Iniziare il più presto possibile fin dai primi giorni una mobilizzazione precoce, fondamentale per il successo terapeutico;
1.Evitare retrazioni, piaghe da decubito e l'istaurarsi precoce delle sinergie;
2.Seguire il trattamento a stadi diversi come fine di un programma da farsi.
Le possibilità di recupero sono un'incognita poiché dipende da vari fattori:
1.Dall'area danneggiata dalla lesione;
2.Dalla gravità delle lesioni;
3.Dallo stato di salute prima dell'ictus;
4.Collaborazione dei familiari;
5.Collaborazione del paziente;
6.Dalla scelta di personale qualificato (IL FISIOTERAPISTA).
In media circa l'80% delle persone riabilitate non hanno più bisogno di assistenza. Di questi, il 30% è in grado di riprendere la propria attività, il 20% verrà aiutato solo per alcune attività, il 15% è poco dipendente da altri, il 5% è completamente dipendente.
Si possono distinguere tecniche di rieducazione delle funzioni;
Motoria;
Sensitiva;
Simbolica.
1) La rieducazione motoria:
Queste tecniche descritte come:
a) Analitico - Culturistiche, utilizzando conoscenze di meccanica e chinesiologia dell'apparato osteoarticolare, propongono di correggere deficit articolari e muscolo - legamentose.
I metodi di intervento si basano sulla elettrofisiologia, massoterapia, la chinesiterapia, l'uso di pretesi, ausili e split.
2) Facilitazioni neuromuscolari, si basano su meccanismi di facilitazione ed inibizione del S.N.C. .
Si propongono attraverso manovre, di correggere ed evocare con schemi le risposte automatiche motorie o ereditarie dallo sviluppo filogenetico, o acquisite con lo sviluppo ontogenetico, o con addestramento durante la maturità motoria: vita vegetativa (suzione, respirazione, deglutizione, masticazione, minzione, defecazione).
Controllo posturale, equilibrio, manipolazione ed addestramento motorio.
Le metodiche per la maggiore, che hanno lo stesso nome degli autori che lo propongono, sono:
- Bobath: utilizza tutti gli schemi dello sviluppo ontogenetico normale e di inibire i patologici, per facilitarne quelli utili all'attività funzionale.
Si utilizzeranno i "punti chiave" (capo, spalle, bacino, arti, con manovre manuali capaci di evocare reazioni di raddrizzamento e guidare gli schemi motori con "taping" e "R.I.P." (Reflex Inhibiting Patterns).
Grazie a queste tecniche, il paziente acquisisce un'esperienza senso-motoria noramale dei movimenti di base che con la loro ripetizione diventeranno automatici.
-Kabat: tecniche di facilitazione neuromuscolare, definite per accellerare od evocare una risposta neuromuscolare attraverso lo stimolo di propriocettori.
La tecnica è basata sull'analisi dei movimenti che eseguono gli atleti, i quali utilizzano schemi che facilitano questi movimenti. Questi si svolgono secondo traiettorie in "diagonale" (passanti dagli arti attraverso l'asse centrale del corpo) ed in spirale (su piani diversi). Ciò sarà possibile applicando una "resistenza massimale propriocettiva" al movimento deficitario. Gli ordini di esecuzione degli schemi saranno adeguati all'età ed alla capacità del soggetto.
c) Tecniche globalistiche-comportamentistiche, che correggono il deficit neuromotorio attraverso attività di riadattamento ambientale con modifiche e stimoli musicali, animazioni, attività di gruppo e cronoterapia, inoltre con attività occupazionale cinetica: adeguando la rieducazione del deficit motorio all'attività proposta dal piano di lavoro adatto alle possibilità del paziente.
Tecniche psicomotorie: agendo sull'aspetto motivazionale e motorio comportamentale su di ogni paziente motivando il suo livello conscio ed inconscio.
d) Tecniche cognitivistiche, ovvero processi organizzativi del sistema nervoso su cui si basano teorie di apprendimento strategico di adattamento all'ambiente.
In base a ciò l'organismo possiede, l'autoadattamento in quanto dotato, secondo Amokin, di un sistema:
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L'organismo attivando degli stimoli ambientali (sintesi afferente) e dalle esperienze precedenti (sistema di memoria) è in grado (programma d'azione) di preparare i parametri dell'azione comportamentale, e di prevederne i risultati (accettore di azione). Tramite un sistema di afferenze di analizzare l'azione via via che si svolge e quando raggiunge l'obiettivo si adatta (afferenza di ritorno). E' su ciò che si basa la tecnica di Perfetti e Puccini per la rieducazione motoria e simbolica dell'Esercizio Terapeutico Conoscitivo.
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Esempio di attività neuro-motoria in palestra, di un bambino DISABILE.








