Curriculum Vitae

BIOGRAFIA

Domenico Ametta
è nato a Torremaggiore (Fg) il 01/02/1956 e qui vi risiede.

Diplomato Terapista della Riabilitazione (Fisioterapista - Osteopata) polifunzionale in tutti e quattro i settori della riabilitazione (Kinesiterapia - Logoterapia - Psicomotricità - Terapia Occupazionale).

Ha lavorato come dipendente pubblico ospedaliero, in centri di riabilitazione, S.I.S. (Servizio - Integrazione - scolastica per Handicappati) e in vari studi medici privati.

Ha conseguito e fatto corsi di perfezionamento in campo:

Neurologico (Bobath, Puccini, Perfetti, ecc… Milano -Salerno - Foggia)

Cardio - Respiratorio (Riabilitazione Pre-Post Operatorio c/o Ospedale Cotugno di Bari)

Ostretico Ginecologico (Ginnastica Pre - Post Parto c/o Ospedale Sant’Anna di Torino)

Ortopedico (Kabat, Mézierès e Posturologia a Genova, Socio G.S.S., Gruppo di studio della scoliosi, etc.)

Traumatologico (C.T.O. Firenze)

Logoterapia (a Torino)

Osteopatia (A.I.O.T. Pescara)

Chiropratica e Mobilizzazioni. (a Milano)

Tecniche per la salute del corpo e della mente. Corsi di Shiatsu e Moxa, Riflessologia Plantare, e di Iridologia. (a Torino)

Corso di Pronto Soccorso

Da sempre lavora come libero professionista nel suo studio privato.

Come consulente presso vari medici.

E' istruttore di Arti Marziali.

Ha frequentato corsi di fitness, stretcking e ginnastica a corpo libero, e svolge di queste (a richiesta) attività di Personal Trainer.

ELENCO DOCUMENTI E TITOLI IN POSSESSO

Attestato di qualificazione professionale di Terapista della Riabilitazione

Attestato di servizio U.S.L. FG/2

Attestato convenzioni trattamenti domiciliari I.R.I.S. Centro Madonna della Libera di Rodi Garganico

Attestato di servizio presso il C.P.H. Centro Prevenzione Handicappati di San Severo

Attestato di servizio presso S.I.S.H. in qualità di “ Logopedista “ presso il Consultorio di Torremaggiore (FG)

Attestato di servizio presso l’U.O. della Divisione di Ortopedia dell’Ospedale di Torremaggiore

Iscritto socio al Gruppo di Studio della Colonna Vertebrale dal 1987 al 1998

Trattamento cinesiterapico della scoliosi 4 e 5 aprile 1987

La ionoforesi terapeutica oggi in Bari l’8 ottobre 1988

Prevenzione e cura delle deformità della colonna vertebrale nell’età evolutiva Ordine dei Medici della provincia di Foggia il 20/10/1984

La ionoforesi terapeutica oggi Milano 4 aprile 1987

Diagnosi precoci dei paramorfismi dell’età evolutiva in Torremaggiore l’8/02/1986

Prima settimana internazionale di Medicina Riabilitativa in Castrocaro Terme dal 14 al 19/10/1985

Seconda settimana di Medicina Riabilitativa in Castrocaro Terme dal 6 all’11/10/1986

Prima giornata immunoallergologia Pediatrica in Torremaggiore il 23/03/1991

Metodiche per il trattamento del dolore nella riabilitazione in Firenze il 14/09//1988

L’anziano disabile: esperienze e proposte riabilitative Vasto Marina (CH) 29 al 30/09/1990

La rieducazione della scoliosi dall’11 al 13/10/1990 in Vasto Marina (CH)

Neurolesioni secondo il Prof. Vojta Milano 11/10/1987

Il bendaggio nelle traumatologie e nello sort Milano 18/02/1990

La riabilitazione dell’Afasico Vieste (FG) il 16_ 18/09/1993

Riabilitazione e sport in Salice Terme dal 14 al 16/11/1988

La back schools Milano dal 12 al 13/09/1987

La cinesiterapia nel trattamento ortopedico e chirurgico della scoliosi e cifosi in Roma dal 12 al 13/11/1988

L’elaborazione dell’esercizio terapeutico conoscitivo di Perfetti in Vieste il 14/03/1992

Corso teorico pratico di Fisiopatologia e clinica dell’apparato respiratorio in Roma dal 28 al 30/04/1992

Il massaggio connettivale riflessogeno in Foggia dal 4 all’8/09/1989

La valutazione clinica, educazione terapeutica e trattamento nelle Paralisi Cerebrali Infantili del Prof. Michel Le Metayer in Foggia l’8/04/1988

Convegno regionale di studio su Interventi e Moduli Operativi in Torremaggiore (FG) dal 22 al 23/10/1985

Riabilitazione Respiratoria in Chirurgia Intensiva e Toracica in Bari dal 23 al 25/10/1991

Prospettive riabilitative per gli anni Duemila in Bisceglie (BA) il 03/12/1993

Assistenza e Riabilitazione Respiratoria in Bari dal 10 al 15/12/1990

Aggiornamento Bobath sulla valutazione e trattamento del paziente Emiplegico adulto in Milano dal 18 al 21/11/1993

L’approccio riabilitativo ai pazienti con lesioni spinali in Firenze dal 20 al 21/01/1989

Shiatsu 1° livello in Bari il 28/06/1992

La tecnica del Linfodrenaggio manuale

Applicazioni in Fisioterapia in Milano il 17/11/1987

L’Osteopatia in riabilitazione Milano il 23/11/1986

La riabilitazione prospettive teoriche ed operative in Foggia dal 4 al 5/12/1996

Le mobilizzazioni articolari e vertebrali in Foggia dal 6 al 8/07/1987

L’approccio metodologico Bobathiano nelle lesioni del Sistema Nervoso Centrale in Salerno dal 27 al 29/03/1987

Metodiche riabilitative del rachide para_dismorfico in Bari il 03/05/1986

Corso di Assistenza e Riabilitazione Respiratoria a Bari il 10-15/12/1990

Metodo Mezieres a Genova nel 1990

Ginnastica di Rieducazione Posturale a Latina nel 1990

Diploma di 1° Livello dello Esercizio Terapeutico Conoscitivo di Puccini-Perfetti il 04/12/1999

Diploma di Osteopatia presso A.I.O.T (Accademia Italiana di Osteopatia Tradizionale) a San Giovanni Teatino (CH) il 27/05/2005

Seminario sulle Disfunzioni somatiche, interazioni viscero-somatiche e somatoviscerali il 21 e 22 settembre 2006

CURRICULUM FORMATIVO PROFESSIONALE

Il sottoscritto dichiara altresì di aver prestato i seguenti servizi presso pubbliche Amministrazioni, che si sono risolte per la causa a fianco specificate:

a) contratto a tempo determinato presso il Consultorio Familiare Servizio S.I.S.H. in qualità di “ LOGOPEDISTA “ presso l’ U.S.L. FG/1 attualmente A.U.S.L. FG/1 dal 16/05/1994 al 15/08/1994.

b) Assunzione a Convenzione nella U.S.L. FG/2 presso il Servizio di Integrazione Scolastica con incarico dal 28/11/1994 al 17/01/1995.

c) Contratto a tempo determinato presso l’U. O. della Divisione di Ortopedia del Presidio Ospedaliero di Torremaggiore, dal 13/08/1997 al 12/04/1998.

d) Assunzione a Convenzione per il servizio domiciliare presso il Centro di Riabilitazione “ Madonna della Libera “ di Rodi Garganico.

e) Di aver svolto servizio presso il C.P.H. dal 18/10/1984 al 31/12/1984.

f) Di avere frequentato il corso pratico di “PRONTO SOCCORSO” a livello Provinciale per Operatori di Pronto Intervento.

g) Aver effettuato il corso di “Le Metayer” sulle P.C.I.- 08/04/1988.

h) Corso di “Assistenza e Riabilitazione Respiratoria” a Bari 10-15/12/1990.

i) Di essere istruttore di Karate stile Shotokan e di essere operatore di Massaggio Giapponese Shiatsu dal 1992.

j) Diploma “Metodo Mezieres” a Genova nel 1990.

k) Diploma di “Ginnastica di Rieducazione Posturale” a Latina nel 1990.

l) Di avere il Diploma di 1° Livello dello “Esercizio Terapeutico Conoscitivo” di Puccini-Perfetti 04/12/99.

m) Di avere il “Diploma di Osteopatia “ presso l’A.I.O.T. (Accademia Italiana di Osteopatia Tradizionale) di San Giovanni Teatino (CH); il 27/05/2005.

n) Di aver partecipato al seminario” Disfunzioni somatiche, interazioni viscero- somatiche e somatoviscerali” tenuto dal Ph.D. Michael M. Patterson il 21 e 22 settembre 2006.

o) Di svolgere da sempre a tutt’oggi, attività libero professionale.

Dichiaro inoltre di aver partecipato ad attività, corsi, simposi, giornate e convegni di aggiornamento.

Macchinari

Magnetodiaflux
Apparecchio con applicazione di campi magnetici in terapia di cui si vantano successi soprattutto nelle patologia quali: ortopedica e traumatologica, patologia vascolare, dermatologica, patologia respiratoria, patologia odontoiatrica, ostetrico-ginecologico, neurologia (parkinson, astenie ect...).


Radar
Apparecchio di termoterapia endogena con emissioni di micronde, le quali provocano un aumento termico all'interno dei tessuti per effetto Joule, espliccando un'azione deccontraturante, rilassante e muscolare riducendo il dolore. Indicato preferibilmente nelle patologie osteoarticolari.


Multifisio
Apparecchio di elettroterpia antalgica in tutte le sue forme quali:

1) Corrente GALVANICA (Possiede proprietà di far migrare attraverso lo strato cutaneo alcuni preparati in soluzione acquosa, modo semplice e non invasivo per introdurre sostanze medicamentose "Farmaci" nell'organismo [IONOFORESI]

2) Correnti DIADINAMICHE (Nate neglli anni 30 in Francia, ad opera dott.Bernard conosciute per la loro azione analgessica).

3) Correnti stimolanti IMPULSIVE (Un impulso QUADDRO ed un impulso TRIANGOLARE. La stimolazione si avvale dell'effeto ECCITOMOTORIO della corrente elettrica. Per il muscolo NORMOINNERVATO sarà adatta la stimolazione con onde QUADDRE. Nel muscolo DENERVATO e indicata la stimolazione con onde TRIANGOLARI).

4) Correnti KOTZ (Dal nome del medico russo che per primo le impiegò. In riabilitazione sono vantaggiossamente applicabili nelle fasi finali della ripresa muscolare, per conferirne volume, tonicità e forza alla massa muscolare precedentemente lessa).

5) La T.E.N.S. (Trans Cuttaneus Electrical Nerve Stimulations). E' una corrente emminentemente analgesica la quale bassa il propiro meccanismo di azione nella nota ipotesi di Melzack e Wall conosciuta come teoria del "Gate Control".

6) ULTRASUONI vibrazioni di frequenza superiore a 20 khz con spiccate proprietà piezoelettriche (Proprietà di determinati cristalli "Quarzo" di elettrizzarsi quanto vengono schiacciati e viceversa) con emissionie CONTINUA oppure PULSATA. Le applicazioni possono essere condotte in maniera TRADIZIONALE oppure in IMMERSIONE "Acqua". Principali applicazioni sono orientate alla cura delle infiammazioni localizzate.

7) Il LASER (Light amplifier by simulated emission of radiation) particolare forma di energia elettromagnetica caraterizzata da una elevata coerenza (Arseniuro di gallio) centrate nel campo dell'infrarosso con lunghezza d'onda di 204 nanometri. L'emissione permette buona penetrazione dissutale riconoscendogli proprietà antiflogistiche, antiedemigene ed analgesiche realizzate attraverso la bio stimulazione e la rivitalizzazione cellulare.

8) MAGNETOTERAPIA Corrente elettrica che circola in un conduttore creando un campo magnetico la sua attività terapeutiche e molto ma vasto: Traumatologico, Reumatologico, Angiologico, Neurologico, Dermatologico ed Endocrinologico. (Vedi Magnetodiaflx)



Impulsaphon-T
(Le indicazioni terapeutiche dell'apparecchio sono riportate nel punto 6 di multifisio). Le caratteristiche elettrotecniche differiscono a seconda della società costrutrice.



Laser
(Le indicazioni terapeutiche dell'apparecchio sono riportate nel punto 7 di multifisio). Le caratteristiche elettrotecniche differiscono a seconda della società costrutrice.



Eltus
(Le indicazioni terapeutiche dell'apparecchio sono riportate nei punti 1-2-3-5-6 di multifisio). Le caratteristiche elettrotecniche differiscono a seconda della società costrutrice.



Neuroter
(Le indicazioni terapeutiche dell'apparecchio sono riportate nei punti 1-2-3 di multifisio). Le caratteristiche elettrotecniche differiscono a seconda della società costrutrice.

Fotografie Studio

Per Capire Questo Blog

La modernizzazione ed il progresso hanno allontanato l'uomo dalla natura.

L'uomo si è isolato dall'universo perdendo la propria partecipazione inconscia a questi fenomeni per riconciliarsi con la natura.

La medicina allopatica, ha sempre scisso l'uomo frazionandolo, tagliandolo a spicchi, facendo scomparire la visione d'insieme dell'uomo.

Tutte le parti che costituiscono il corpo interagiscono tra di loro.

Le tecniche hanno come obiettivo il riarmonizzare queste leggi e ritmi biologici, scatenando riflessi a distanza affinché il corpo reagisca a questi stimoli.

In un momento in cui tutto è tecnologico, tutto è concesso dai mass-media e tutto poi contrariato dagli stessi, a mio parere, la validità della riabilitazione non risiede tanto nella maggiore o minore idoneità delle tecniche che esporrò, quanto nel tipo di approccio con il quale il singolo caso va affrontato.

Quindi il compito del riabilitatore no è quello di applicare l'una l'altra tecnica, ma quello di cercare quella più idonea per quel singolo caso.

Lo scopo di questo sito, è di dare un'informazione generale su varie tecniche e metodiche non solo agli addetti ai lavori, ma anche al profano, onde avere un'infarinatura di base di ciò che erroneamente viene definita: "l'altra medicina".

A dimostrazione che quest'ultima esiste non in contrapposizione, ma affiancando la "medicina ufficiale".

Fotografie Di Torremaggiore












Chi E' Domenico Ametta?

Ametta Domenico è nato a Torremaggiore (Fg) il 01/02/1956 e qui vi risiede.

Diplomato Terapista della Riabilitazione (Fisioterapista) dal 1983 con votazione di 98/100 in tutti e quattro i settori della riabilitazione (Kinesiterapia - Logoterapia - Psicomotricità e Terapia Occupazionale).

Ha lavorato come dipendente pubblico ospedaliero, centri di riabilitazione, S.I.S.H. (Servizio - Integrazione - scolastica per Handicappati), in vari studi medici privati.

Ha conseguito e fatto corsi di perfezionamento in campo

Neurologico (Bobath, Puccini, Perfetti, ecc.)

Respiratorio (Riabilitazione Pre-Posto Operatorio)

Ortopedico (Kabat, Mezieres, Posturologia, ecc.)

Traumatologico

Logoterapia

Osteopatia

Tecniche per la salute del corpo e della mente

Corsi di Shiatsu e Moxa, Riflessologia plantare, e di Iridologia.

Da diverso tempo lavora esclusivamente come libero professionista nel suo studio privato.

Come consulente c/o vari medici.

Ha svolto attività sportive di karate/stile shotokan. Ha frequentato dal 1973 a tutt'oggi. E' istruttore cintura nera 3° dan.

Ha frequentato corsi di fitbox e fitness, stretcking e ginnastica a corpo libero, e svolge di queste attività il personal trainer.

Il Cervello

Il cervello è la parte più alta e più sviluppata del Sistema Nervoso Centrale. Ha una forma ovoidale, simile di aspetto ad una noce, di tessuto molle racchiuso nella scatola cranica. Si di vide in due emisferi: destro e sinistro, profondamente uniti dal cosiddetto "corpo calloso", che ha la forma di una dura lamina biancastra.

Si suddivide in diverse zone o lobi:

1.Frontale;

2.Parietale;

3.Temporale,

4.Occipitale.

In ogni emisfero all'interno vi è una cavità detta I° ventricolo e II° ventricolo. Al disotto del corpo calloso si trova il III° ventricolo che comunica con un condotto con il IV° ventricolo. E' in queste cavità che scorre il "liquor cefalo rachidiano". Ogni metà emisferica riceve stimoli ed informazioni, controllando metà corpo da un punto di vista motorio; non solo, ma la metà sinistra interpreterà sensazioni della metà destra e viceversa (naturalmente anche motoria) poiché c'è la "decussazio", ovvero l'incrocio dei due emisferi. Ogni zona del corpo invia le proprie informazioni ad una certa area sensitivo-motoria specifica della corteccia, considerata come la sede in cui resta immagazzinata l'impressione senso-motoria ovvero il contenuto della memoria.

La zona superiore del cervello è suddivisa in:

1.TELENCEFALO (che corrisponde alla zona più esterna) composta dai due emisferi cerebrali;

2.DIENCEFALO (che corrisponde alla zona più in basso) struttura unica che comprende: a) Talamo / b) Ipotalamo;

3.I VENTRICOLI al centro dove scorre il "liquor";

4.Uno strato interno formato da gruppi di cellule nervose dette "Gangli della base";

5.Uno strato intermedio detto "Sostanza Bianca";

6.Uno strato superiore o CORTECCIA CEREBRALE o sosta grigia;

La zona inferiore del cervello che unisce la parte superiore del "midollo spinale" al "cervello" comprende:

IL MIDOLLO ALLUNGATO lungo circa 3 cm, oltre ad essere un organo di passaggio delle vie ascendenti e discendenti, ha importantissime funzioni di integrazioni per attività automatiche e riflesse in quanto sede di particolari "centri" (vomito, vasomotorio, respiratorio, cardiaco, interessamento di nervi cranici ecc.). E' responsabile dei movimenti della lingua e del gusto.

MESENCEFALO congiunge il midollo allungato ed il ponte detto anche "Romboencefalo", deputato al controllo dei movimenti "oculari" e "pupillari".

IL PONTE che trasmette informazioni dall'orecchio, volto, denti, mandibola ed espressioni del volto.

Il sistema nervoso si suddivide in due parti in strettissima collaborazione:

1.Il S.N.C. (Sistema Nervoso Centrale)

2.Il S.N.P. (Sistema Nervoso Periferico)

Il S.N.C. è costituito dal "cervello" situato nella scatola cranica e dal "midollo spinale" contenuto all'interno della colonna vertebrale, costituito da cellule nervose dette "Neuroni".

Il compito del S.N.C. è quello di:

A) Ricevere stimoli dagli organi di senso: Occhi, orecchie, naso, palato, pelle, e dai recettori del corpo che captano messaggi.

B) Analizzare ed elaborare questi stimoli e messaggi.

C) Trasmissione appropriata di un ordine o messaggio, motorio o sensoriale.

Il S.N.P. è costituito da "nervi" che collegano il S.N.C. a tutto il resto del corpo( pelle, muscoli, ghiandole ed organi interni).

Questi nervi hanno quindi una funzione.

A) Motoria, con informazione da parte del S.N.C. ad un muscolo o ad una ghiandola.

B) Sensoriale, portano informazioni che provengono da un "recettore" o da un "organo di senso" al S.N.C., che a sua volta si suddivide in:

SISTEMA NERVOSO SIMPATICO, il quale accentua le attività dell'organismo, come ad esempio, il battito cardiaco o la frequenza respiratoria. Entra in azione soprattutto di giorno, liberando sostanze come Adrenalina e Moradrenalinba, neurotrasmettitori dello stress.

SISTEMA NERVOSO PARASIMPATICO, il quale entra in azione durante la notte, liberando neurotrasmettitori, soprattutto la Acetilcolina, che possiede un effetto calmante.

Entrambi, sia il Simpatico che il Parasimpatico, costituiscono il cosidetto: "Sistema Nervoso Autonomo".

Osserviamo alcune funzioni:

SIMPATICO
Dilata le pupilleInibisce la salivazioneAumenta la frequenza dei battiti cardiaciDilata i bronchiRiduce la produzione di acido gastricoRiduce il processo della digestioneRilascia i muscoli vescicaliContrae il retto
OCCHIOORO FARINGECUOREPOLMONISTOMACOAPPARATO GASTRO ENTERICOVESCICARETTO
Contrae le pupilleStimola la salivazioneRallenta la frequenza dei battiti cardiaciCostringe i bronchiStimola la produzione di acido gastricoAccellera il processo della digestioneContrae i muscoli vescicaliRilascia il retto
PARASIMPATICO

Cosa avviene quando arriva un messaggio?

Una volta captato quest'ultimo dalla cellula nervosa, chiamata "Neurone", struttura che permette una rapida comunicazione, attraverso gli "assomi" e i "dentriti" che funzionano come veri e propri fili elettrici. La trasmissione avviene proprio come una piccola corrente lungo tali diramazioni. L'impulso percorre l'assome del neurone trasmittente posto accanto a quello ricevente. La parte terminale del trasmittente libera sostanze chimiche ovvero neurotrasmettitori, tra quest'ultimo e il ricevente c'è la "Sinapsi". Se il numero di neurotrasmettitori è sufficiente l'impulso passa al ricevente, mettendo in moto la "catena di trasmissione".

Le attività del cervello sono molteplici, immaginate che solo per scrivere o leggere, le azioni richieste sono molteplici:

1.Concentrazione;

2.Annullare stimoli esterni (rumori, voci, ecc.);

3.Azionare la "memoria";

4.Trasmissione;

5.Elaborazione e capacità cognitive;

6.Riproduzione;

7.Correlazione ambientale e psicomotoria (spazio, tempo, ritmo, ecc.).

Ed a proposito di "memoria", bisogna sapere come si riesce ad imparare, ovvero come può uno stimolo esterno, in seguito riconosciuto e ricordato dal cervello? Ancora una volta sono coinvolti i "Neuroni", poiché a secondo degli stimoli della memoria e dell'apprendimento sono attivati e coinvolti neuroni differenti, incrementando le nostre conoscenze e di ricordarle, attraverso quindi un meccanismo chimico (neurotrasmettitori) e fisico (trasmissione per differenza di potenziale elettrico), es. imparare una lingua straniera, trama di un libro, una poesia, ecc.ecc. Naturalmente esistono diversi gradi di apprendimento e memoria. Per il primo non sempre c'è partecipazione attiva, ovvero non sempre è coinvolto il ragionamento. Molte azioni o comportamenti vengono eseguite senza ragionarci e pensarci, è il caso di "risposta incondizionata agli stimoli". Con alcuni di questi stimoli vi è un'abitudine come il cibo, la sete, da parte dell'organismo. Si avrà a che fare all'opposto con una "risposta condizionata", ovvero l'evoluzione dell'apprendimento, quando ciò che si deve imparare determina un cambiamento nel proprio modo di comportarsi. Una volta che lo stimolo è immagazzinato nel cervello potrà essere ricordato in futuro, alla base della memoria.

Esistono diversi tipi di memoria:

1.Memoria Immediata: Gli stimoli sono immagazzinati per pochi secondi. Es. Evitare un ostacolo pericoloso in tempo. Tali informazioni possono trasferirsi alla memoria a breve termine.

2.Memoria a Breve Termine: Archivia le informazioni per pochi minuti e ripescarle al momento opportuno, come nell'ostacolo o nel pericolo.

3.Memoria a Lungo Termine: E' il ricordo di un avvenimento che verrà ricordato come nel caso di un pericolo o di un avvenimento, per ore, settimane o addirittura per tutta la vita.

Le patologie neurologiche sono difficili da riconoscere a volte per il manifestarsi con sintomi e segnali sovrapponibili. Prendiamo in considerazione una parte dei possibili disturbi del cervello e del sistema nervoso. Quando un'area del cervello viene danneggiata, da un insulto, tutte le parti controllate da quest'area ne risentono, è l'Ictus. Fa parte delle grandi sindromi neurologiche. La lesione del sistema piramidale o del I° neurone centrale o motoneurone. La cellula di origine è situata nella corteccia motrice. Le fibre destinate alle estremità superiori giacciono nel ginocchio della capsula, e quelle destinate alle estremità inferiori giacciono più caudalmente, attraversa il mesencefalo, il ponte ed il bulbo. A questo livello ha luogo la "decussazio", cioè l'incrocio (fascio piramidale crociato) delle fibre (circa l'80-90%).

Nel midollo scendono 2 fasci piramidali:

1.Fascio piramidale crociato, che decorre nel cordone laterale del midollo del lato opposto;

2.Fascio piramidale diretto, (10% delle fibre) che decorre senza incrociarsi, nel cordone anteriore omolaterale.

Il Neurone periferico o 2° motoneurone prende origine:

A) Per i nervi cranici dai nuclei motori corrispondenti;

B) Per i nervi spinali dalle cellule delle corna grigie anteriori.

Le fibre decorrono assieme alle fibre sensitive, o soli (nei nervi motori) e terminano nelle placche motrici dei muscoli.

Si distinguono due tipi di Sindrome piramidale:

A) SINDROME PIRAMIDALE DEFICITARIA O PARALISI FLACCIDA:

Il paziente mostra segni particolari evidenti in faccia:

a) La commisura labiale è abbassata dal lato colpito;

b) Il paziente non riesce a gonfiare le guance, a fischiare, a soffiare;

c) La lingua verrà deviata dal lato paralizzato (azione prevalente del muscolo gemioglosso sano);

d) Ad ogni espirazione si solleva la guancia (come se ilo paziente fumasse la pipa);

e) La testa e gli occhi sono deviati dal lato offeso;

f) Compromissioni eventuali dei nervi facciale, oculomotore e abducente.

L'arto superiore è più interessato di quello inferiore e della faccia. La paralisi predomina nei muscoli estensori e supinatori, la mano cade in flessione e pronazione. Nell'arto inferiore di solito si nota una rotazione esterna del piede in flessione plantare.

B) SINDROME PIRAMIDALE IRRITATIVA O PARALISI SPASTICA:

Nel paziente si verificano precocemente contratture, (circa uno o due mesi dopo l'esordio) dovute ad esagerazione del tono muscolare (ipertomo). I muscoli facciali, più o meno, saranno indenni. Nell'arto superiore predominerà la contrattura in flessione e nell'inferiore la contrattura in estensione. L'ictus è una malattia che si verifica quando si rompono vasi sanguigni o (emorragia), un grumo di sangue (presente in una parte qualsiasi del corpo) giunge, attraverso il flusso del sangue, in un'arteria del cervello, ostruendola, (embolia), oppure un accumulo di sostanze grasse sulla parete dei vasi fino ad ostacolare il fluso di sangue in un vaso cerebrale. Tale interruzione di flusso priverà una zona del cervello degli elementi necessari per la sopravvivenza delle cellule nervose o neuroni. E' sufficiente rimanere senza ossigeno e sangue per pochi minuti per provocare la morte di numerosi neuroni e di una zona cerebrale.

1.La lesione può colpire vari livelli della via cortico - spinale (dalla corteccia fino al midollo).

2.Lesione corticale (di solito paresi di un arto);

3.Lesione capsulare (paralisi di un emicorpo);

4.Lesione del tronco (Peduncolo, ponte ovvero sindrome alterne);

5.Lesione della decussazione delle piramidi (emiparesi incrociata);

6.Lesione midollare (con deficit sensitivo, es. sindrome di Brown - Sequard).

A seconda dell'area del cervello colpito dall'ictus, il paziente riporterà le seguenti conseguenze:

A) PARALISI, che interessa una metà del corpo (emiplegia). Se verrà colpito l'emisfero sinistro, la parte del corpo colpita sarà la destra e viceversa. Si parlerà di "emiparesi" quando ci sarà difficoltà a muovere ed a controllare un arto.

B) AFASIA, disturbo del linguaggio non solo come difficoltà ad esprimersi, ma anche nel comprendere il significato dei suoni. A ciò può associarsi disturbo del deglutire.

C) La Concentrazione, L'Orientamento e la Memoria sono disturbate.

D) DISTURBI VISIVI, molti non riescono a vedere cosa sta a destra o a sinistra del loro campo visivo.

E) DISTURBI SENSORIALI, hanno difficoltà di movimento e sensibilità, spesso a sapere qual'è la posizione della gamba o del braccio.

F)DISTURBI DI EQUILIBRIO.

La prevenzione consiste nel controllare molti fattori a rischio, anche per le ricadute:

Fumo;

Malattie cardiache;

Alimentazione;

Controllo di pressione arteriosa;

Diabete;

Obesità.

Quali invece gli esami utili:

Oltre all'esame clinico, si eseguiranno esami complementari, quali:

1.Analisi di sangue;

2.Analisi delle urine;

3.Una RX del torace o dell'addome;

4.Una RX del cranio;

5.Una TAC (Tomografia Assiale Computerizzata);

6.Una PET (Tomografia per Emissioni di Positroni);

7.Una RMN (Risonanza Magnetica);

8.Un'arteriografia cerebrale.

Purtroppo il risultato dell'ictus è una disabilità che costringe la persona a modificare il proprio stile di vita, a reimparare a svolgere determinate attività a a svolgerle in modo divarso. A modificare la propria vita quotidiana. La terapia riabilitativa non ripara ne guarisce i danni provocati dall'ictus, ma aiuterà il paziente a riprendere tutte quelle strategie che compenseranno le proprie difficoltà. Lo scopo è quello di ridurre il più possibile la condizione di disabile e portare il malato ad una propria autonomia di vita.

I principi su cui si basa la terapia sono:

Iniziare il più presto possibile fin dai primi giorni una mobilizzazione precoce, fondamentale per il successo terapeutico;

1.Evitare retrazioni, piaghe da decubito e l'istaurarsi precoce delle sinergie;

2.Seguire il trattamento a stadi diversi come fine di un programma da farsi.

Le possibilità di recupero sono un'incognita poiché dipende da vari fattori:

1.Dall'area danneggiata dalla lesione;

2.Dalla gravità delle lesioni;

3.Dallo stato di salute prima dell'ictus;

4.Collaborazione dei familiari;

5.Collaborazione del paziente;

6.Dalla scelta di personale qualificato (IL FISIOTERAPISTA).

In media circa l'80% delle persone riabilitate non hanno più bisogno di assistenza. Di questi, il 30% è in grado di riprendere la propria attività, il 20% verrà aiutato solo per alcune attività, il 15% è poco dipendente da altri, il 5% è completamente dipendente.

Si possono distinguere tecniche di rieducazione delle funzioni;

Motoria;

Sensitiva;

Simbolica.

1) La rieducazione motoria:

Queste tecniche descritte come:

a) Analitico - Culturistiche, utilizzando conoscenze di meccanica e chinesiologia dell'apparato osteoarticolare, propongono di correggere deficit articolari e muscolo - legamentose.

I metodi di intervento si basano sulla elettrofisiologia, massoterapia, la chinesiterapia, l'uso di pretesi, ausili e split.

2) Facilitazioni neuromuscolari, si basano su meccanismi di facilitazione ed inibizione del S.N.C. .

Si propongono attraverso manovre, di correggere ed evocare con schemi le risposte automatiche motorie o ereditarie dallo sviluppo filogenetico, o acquisite con lo sviluppo ontogenetico, o con addestramento durante la maturità motoria: vita vegetativa (suzione, respirazione, deglutizione, masticazione, minzione, defecazione).

Controllo posturale, equilibrio, manipolazione ed addestramento motorio.

Le metodiche per la maggiore, che hanno lo stesso nome degli autori che lo propongono, sono:

- Bobath: utilizza tutti gli schemi dello sviluppo ontogenetico normale e di inibire i patologici, per facilitarne quelli utili all'attività funzionale.

Si utilizzeranno i "punti chiave" (capo, spalle, bacino, arti, con manovre manuali capaci di evocare reazioni di raddrizzamento e guidare gli schemi motori con "taping" e "R.I.P." (Reflex Inhibiting Patterns).

Grazie a queste tecniche, il paziente acquisisce un'esperienza senso-motoria noramale dei movimenti di base che con la loro ripetizione diventeranno automatici.

-Kabat: tecniche di facilitazione neuromuscolare, definite per accellerare od evocare una risposta neuromuscolare attraverso lo stimolo di propriocettori.

La tecnica è basata sull'analisi dei movimenti che eseguono gli atleti, i quali utilizzano schemi che facilitano questi movimenti. Questi si svolgono secondo traiettorie in "diagonale" (passanti dagli arti attraverso l'asse centrale del corpo) ed in spirale (su piani diversi). Ciò sarà possibile applicando una "resistenza massimale propriocettiva" al movimento deficitario. Gli ordini di esecuzione degli schemi saranno adeguati all'età ed alla capacità del soggetto.

c) Tecniche globalistiche-comportamentistiche, che correggono il deficit neuromotorio attraverso attività di riadattamento ambientale con modifiche e stimoli musicali, animazioni, attività di gruppo e cronoterapia, inoltre con attività occupazionale cinetica: adeguando la rieducazione del deficit motorio all'attività proposta dal piano di lavoro adatto alle possibilità del paziente.

Tecniche psicomotorie: agendo sull'aspetto motivazionale e motorio comportamentale su di ogni paziente motivando il suo livello conscio ed inconscio.

d) Tecniche cognitivistiche, ovvero processi organizzativi del sistema nervoso su cui si basano teorie di apprendimento strategico di adattamento all'ambiente.

In base a ciò l'organismo possiede, l'autoadattamento in quanto dotato, secondo Amokin, di un sistema:


L'organismo attivando degli stimoli ambientali (sintesi afferente) e dalle esperienze precedenti (sistema di memoria) è in grado (programma d'azione) di preparare i parametri dell'azione comportamentale, e di prevederne i risultati (accettore di azione). Tramite un sistema di afferenze di analizzare l'azione via via che si svolge e quando raggiunge l'obiettivo si adatta (afferenza di ritorno). E' su ciò che si basa la tecnica di Perfetti e Puccini per la rieducazione motoria e simbolica dell'Esercizio Terapeutico Conoscitivo.


Esempio di attività neuro-motoria in palestra, di un bambino DISABILE.

Riflessologia Plantare

Che sia piede piatto, normale o troppo arcuato, forme diverse, modi differenti per sostenersi, stare in equilibrio, indicano stabilità, non solo fisica, ma anche psicologica di una persona.


Il modo in cui un individuo è piantato fisicamente al suolo, è identico al modo in cui è piantato emotivamente.

Secondo alcuni studi i piedi hanno importanza vitale e psicologica poiché sono in contatto con la realtà: il suolo.

La gravità, l'input perfetto a livello psico - comportamentale ecc.

I detti: "Hanno i piedi per terra" oppure: "Vanno con i piedi di piombo", non sono che l'espressione per indicare di una persona a cui corrispondono realtà psicologiche ben precise.

L'uomo primitivo camminando scalzo, stimolava continuamente i riflessi di ogni parte del corpo, situati a livello dei piedi.

Oggi, dalle scarpe inadatte ai terreni asfaltati e non, tutto sembra allontanarci da quella condizione ideale primitiva ideale allo stimolo riflessogeno.

Eccone alcuni esempi: Camminare su sabbia o altro stimola la circolazione e fa un massaggio naturale; In casa si usino per camminare solo calzini di cotone; Acquistare una sorta di tappeto che simuli un terreno.

Oggi molti ospedali anglosassoni si avvalgono di un riflessologo che fa parte dei team medici, il quale indica quale organo deve essere esaminato, oppure può essere un toccasano per certe emicranie, dolori reumatici, cattive digestioni, ecc., nel massaggiare alcune zone.

Il clinico che ha riportato la pratica della riflessologia nel mondo occidentale è stato William H. Fitzgerald (1872 - 1942), il quale osservò che facendo pressione e massaggiando alcune zone del piede era in grado di compiere piccoli interventi chirurgici senza anestesia.

Poco alla volta tracciò una mappa di zone di riferimento.

I primi che utilizzarono queste scoperte furono i dentisti, per operazioni odontoiatriche senza ricorrere ad anestetici.

Infatti oltre agli effetti positivi sulla circolazione sanguigna e sul sistema nervoso, ha un effetto benefico nell'alleviare sensibilmente i dolori di varia natura, dovuto alle aree riflessogene di rilasciare o far liberare le "endorfine", ossia sostanze prodotte naturalmente dall'organismo.

Esse sono dei mediatori che alleviano lo stato di sofferenza.

Ritrovare il benessere col semplice massaggio del pollice è l'obiettivo che si propone la riflessologia plantare.

Secondo questa tecnica nei piedi si trova una sorta di mappa del corpo suddivisa in aree dette "Riflessogene", ognuna corrispondente ad una determinata parte del corpo, massaggiando questi punti si provoca un riflesso dell'organo corrispondente.

Pare che la Riflessologia agisca anche tramite il sistema neuro - vegetativo, ovvero, una parte del sistema nervoso deputato a regolare le funzioni della vita vegetativa.

In qualsiasi zona del corpo si trova un organo, esiste un'area riflessogena corrispondente ad una zona del piede.

Nell'organismo esistono 3 zone orizzontali, che possono essere visualizzate tracciando tre linee immaginarie: La prima a livello delle spalle e comprende testa e collo alla base delle falangi ovvero alle articolazioni metatarso - falangee del piede; La seconda a livello della vita, che comprende sotto le costole, il torace e parte superiore dell'addome.

Alla base delle ossa metatarsali ovvero alle articolazioni tarso - metatarsiche; La terza passa lungo la base del bacino, che corrisponde alla restante parte dell'addome, a livello delle ossa del tarso da un malleolo all'altro.

La tecnica della riflessologia si propone di riequilibrare alcune parti del corpo che non funzionano a dovere a causa di alcuni fattori quali: Cattiva circolazione sanguigna; Dieta scorretta; Stress - Ansia - Depressione; Un atteggiamento negativo verso la vita; Dolore di varia natura (dismemorrea); Forme di artrite; insonnia; Nel massaggio zonale si verifica un vero e proprio scambio energetico tra massaggiato e massaggiatore, una sorta di comunione, ed è bene che quest'ultimo si rilassi o cerchi, durante il massaggio, di respirare in sintonia con il suo paziente.

Prima di procedere alla seduta di riflessologia plantare, è bene che il terapeuta raccolga tutte le informazioni relative alle malattie di cui la persona ha sofferto o da cui è ancora afflitta (l'anamnesi).

Il paziente verrà fatto accomodare su un lettino reclinabile per permettere un perfetto sostegno alla schiena e alle gambe offrendo una posizione comoda e rilassata.

I piedi che così posizionati testimoniano lo stato di schema di "uomo seduto" in base al quale: Le dita rappresentano la testa; il tallone simboleggia il sedere.

A tal punto si esaminerà il piede stando molto attendi a notare: La conformazione; La temperatura; Il colore; La presenza di vene varicose; Stato tissutale; Presenza di cicatrici; LA struttura ossea; Infezioni locali; Presenza di calli e duroni; Il massaggio si eseguirà con il pollice che esercita una:

a) Pressione;
b) Frizione.

Il terapeuta lavorerà sulle dita, se il problema riguarda il capo o il collo; sulla pianta se interessa un organo interno; sul dorso per la circolazione; sul tallone per organi genitali ecc.

Il massaggio inizia sui punti dell'alluce e dalle dita si sposta alla pianta fino al calcagno.

A secondo dei casi e situazione in base all'esperienza del terapeuta si può cambiare questo schema.

La pressione esercitata deve: Essere piuttosto energica; Non provocare solletico; Non superare la soglia di dolore della persona.

Le sensazioni dolorose avvertite dal paziente sono descritte come:

a) Una puntura di spillo;
b) Un chiodo che si infila.

Durante il trattamento, nel momento che il corpo si libera di sostanze tossiche, si possono verificare alcune reazioni negative dette: "crisi di rigetto".

Stimolo maggiore ad urinare; Aumento dell'attività intestinale e possibile flatulenza (accumulo di gas nell'intestino); Sintomi influenzali; Aumento di sudorazione e secrezione vaginale; Ricomparsa dei disturbi; Insonnia ed alterazioni delsonno.

Il trattamento Riflessogeno è effettuato con ottimi risultati anche sui bambini, con durata minore della seduta.

Le uniche contro indicazioni sono: Febbre alta; Infiammazioni: Infezioni acute (ascessi di denti ecc.).

Iridologia

L'iridologia risale alla metà dell'Ottocento.


Fu un medico ungherese, Ignatz Von Peczeley (1826 - 1911) che scoprì il riflesso dell'intero corpo nell'iride e che evidenziavano le malattie.

A ciò arrivò dopo aver curato un gufo con una zampa rotta, notò nell'iride un segno nero che via via scompariva con il miglioramento della patologia.

Da qui gli studi di Peczeley che pubblicò nel 1881.

Nel 1950 l'americano Bernard Jensen, elaborò una vera e propria mappa.

Nell'individuo il suo computer è il cervello, gli occhi, e non solo quello, sono lo schermo dell'anima, ma anche della salute.

L'Iridologia è lo studio dell'osservazione dell'iride a scopo diagnostico per prevenire malattie ignorate, sospettate e temute o anche accertate predisposizioni verso alcuni disturbi.

Essa non si può sostituire agli strumenti medici tradizionali (radiografia, tac, risonanza, ecc.).

Gli scettici sottolineano l'assenza di dati scientifici, gli iridologi ribattono che non si dispone di finanziamenti, ovvero di ricerca clinica.

Esiste però, una provata reazione di alcune cellule dell'occhio a qualsiasi tipo di "aggressione" dall'esterno o dall'interno.

Ovvero qualsiasi alterazione biologica viene "denunciata" dall'iride.

E' noto che tessuti di ciascun organo sono avvolti da una rete nervosa che percepisce ogni minima alterazione e la comunica al cervello, attraverso fasci nervosi midollari, e dal cervello l'informazione è trasmessa all'iride.

Ciascun organo è collegato all'iride mediante migliaia di fibre nervose.

Tali fibre trasmettono informazioni ricevute dalle cellule degli altri organi del corpo all'iride, che li registra e li trasmette attraverso codici particolari, decifrati solo da un iridologo esperto.

Tali informazioni non sono trasmesse solo da cellule nervose; l'iride è molto vascolarizzata ed attraverso il torrente circolatorio riceve gli scarti metabolici (tossine) dell'organismo evidenziandosi sull'iride con sovracolorazioni e macchie.

E' noto che gravi disturbi al fegato tingono di giallo la congiuntiva oppure che la pupilla si dilata o si restringe in chi fa uso di sostanze stupefacenti.

Allo stesso modo la presenza di macchie o pigmentazione (carenza di colore) o altri segni manifestano malattie in corso.

Ogni piccolissima porzione dell'iride corrisponde ad un organo del nostro corpo.

Gli organi a doppio (rene, polmoni, ecc.) sono rappresentati in tutte e due le iridi, quelli unici nell'iride di destra o di sinistra. Il fegato, ad esempio, è nell'iride di destra, la milza a sinistra, solo lo stomaco e il cuore sono letti in tutte e due le iridi.

Per il cuore, nell'iride sinistro si trova atrio e ventricolo sinistro, nel destro si trova atrio e ventricolo destro.

La visita si divide in due fasi principali: La prima consiste nella raccolta di dati amamnesici del malato, riportati su una cartella clinica; nella seconda fase si passa all'osservazione dell'occhio mediante iridoscopio, un microscopio che ingrandisce l'iride 30 - 40 volte, oppure con una lente di ingrandimento ed una piccola pila per illuminare come ha spiegato il medico russo Vladimir Paremago, uno dei maggiori esperti internazionali, residente negli Stati Uniti.

L'analisi dell'occhio procede partendo dal centro, rappresentando il sistema nervoso vegetativo che regola tutte le funzioni "involontarie" dell'organismo, come:

a) Battito cardiaco;
b) Pressione arteriosa;
c) Funzioni vasomotorie;
d) Motilità dello stomaco e dell'intestino. Pupilla; Oro pupillare; Area dello stomaco; Area dell'intestino; Collaretto (se il collaretto è contratto, è segno che uno degli organi controllati dal sistema nervoso autonomo è contratto, se è decolorato, si suppone accumulo di tossine); Area della circolazione.

Verso la periferia: Area degli organi; Circolazione linfatica; Circolazione periferica.

Analizziamo ogni settore: Si suddivide l'iride in dodici sezioni circolari per permettere la diagnosi attraverso lo studio ed interpretazioni di anomalie presenti: Macchie; Lacune; Ispessimenti; Pigmentazioni; Deformazioni; Anelli; Presenza di venuzze nella sclera (parte bianca).

IRIDE SINISTRO
IRIDE DESTRO

La lettura avviene sui centri concentrici, ognuno corrispondente ad una parte del corpo.

Macchie e scolorimenti: Sono spia di un accumulo di tossine.

Le macchie possono derivare da un metabolismo difettoso o da ingestioni di droghe, disfunzioni del pancreas, fegato e reni; nicotina e tabacco nelle aree dei polmoni e della gola.

Anelli grassi: L'anello lipidico, ovvero eccessivo consumo di grassi ed olii è di colore bianco giallastro evidenziato nella zona 6 dell'iride a forma di "falcetto".

Anelli minerali: Nella stessa zona 6 dell'iride si manifesta un anello sodico a forma tonda ben definita, che negli occhi azzurri è ben definita di colore biancastro, negli scuri è grigiastro, si manifesta in chi soffre di ritenzione idrica.

Anelli da stress: Chi conduce una vita particolarmente frenetica le iridi appaiono increspate da solchi più o meno profondi con colorazione scura indice di rischio di esaurimento nervoso.

Raggi solari: Questi segni ricordano i raggi del sole, il loro colore è scuro, di solito segnalano un problema di stomaco e di intestino, più sono scuri più è grave la situazione.

Inoltre si evidenzierà la trama dell'iride che testimonia la condizione fisica o costituzione di ogni individuo: A rete (costituzione tendenzialmente debole); A seta (costituzione più forte); A seta limo (costituzione più forte); A limo (costituzione più forte); A canapa (costituzionalmente misti).

Anche il colore dell'iride può valutare costituzione e predisposizione dell'individuo.

L'iride scura sono associati a possibili problemi cardiocircolatori; Le iridi azzurre, verdi e grigie, sono associate a possibili problemi dell'apparato respiratorio.

Sono tre i gradi di pigmentazione delle macchie dell'iride indicando gli stadi di malattia del tessuto o dell'organo: Acuto; Cronico: Degenerativo.

Quali sono i vantaggi dell'Iridologia?

Si possono individuare almeno 6 vantaggi secondo la mia opinione: Prima di tutto è possibile l'esame di tutte le parti del corpo; La tecnica non comporta violazione dell'intimità ed è subitanea; L'applicazione è facile e non a rischio; Può essere usata in diagnosi di massa per la prevenzione; E' utilissima come tecnica complementare a ciò che sarà poi la tecnica terapeutica; Utile da un punto di vista sociale.

SHIATSU

Il significato di Shiatsu "pressione con le dita" è una tecnica terapeutica di derivazione cinese, il suo substrato filosofico nella sua applicazione si rifà alla concezione dell'energia vitale, che si distribuisce ad ogni parte del corpo, lungo canali che raggiungono e connettono fra di loro organi e visceri.


Ciò che distingue e caratterizza lo shiatsu dall'agopressione cinese, è la partecipazione di un continuo interscambio di energia con il paziente.

Nell'opera di medicina cinese attribuita all'imperatore Huang Ti (2697 - 2597 a.c.) sono descritte relazioni fisiologiche tra i diversi organi corrispondenti ai meridiani.

La corrispondenza tra emozioni ed organi offrono molte opportunità diagnostiche e terapeutiche.

La depressione ed un coinvolgimento emotivo sono la causa e l'effetto di uno stomaco mal funzionante, oppure l'irritabilità o l'aggressività abbia disturbi nel fegato o vescica biliare.

Come in tutta la medicina orientale, ogni caso è un caso a sé, ogni persona è diversa dall'altra e quindi non esiste un trattamento standard, ma esistono trattamenti per quel problema che in quella particolare persona si manifesta, in un certo modo.

Lo Shiatsu guarda il paziente nella sua totalità, quindi anche per un sintomo il paziente verrà trattato nella sua complessità, quindi il suo trattamento verrà costruito in riferimento al suo stato energetico, della persona e delle sue condizioni di salute.

Il ministero della sanità giapponese lo ha riconosciuto ufficialmente solo dal 1964, definendolo non un semplice massaggio ma un'arte di ascoltare le mani.

Questa tecnica esclude qualsiasi strumento meccanico ad eccezione del peso del corpo (una parte del corpo) dell'operatore che si appoggia a quella del paziente per determinare l'effetto desiderato.

Basandosi sui concetti tradizionali cinesi in cui nulla resta immutato, ed ogni cosa si trasforma (il continuo movimento).

La forza che determina questo cambiamento è detta QI (il flusso ella vita), YIN e YANG(negativo e positivo) sono i due contrapposti aspetti che interessano tutti i fenomeni della vita.

I cinesi oltre questi aspetti hanno elaborato la teoria dei cinque movimenti: Acqua - Fuoco - Terra - Legno - Metallo.

L'unione di tali principi portano alla concezione medica cinese in cui il QI dell'organismo circola in una complessa rete del corpo costituita da canali detti "meridiani" (JING - MAI) in numero di dodici.

Ciascun meridiano è contraddistinto da più punti, gli "TSUBO", punti sensibili su cui si interviene per ristabilire il corretto flusso del QI e lo stato di salute.

I disturbi psicosomatici, le malattie, si verificano nelle situazioni in cui questo flusso di energia è disturbato.

Gli TSUBO sono piccole zone in cui il QI scorre in profondità e poi, sale in superficie, mettendo in contatto l'esterno con l'interno ovunque sui meridiani.

Il centro degli TSUBO si trova in profondità e lo Shiatsu sarà tanto efficace quanto ogni punto sarà trattato nella sua giusta profondità.

Il terapeuta si soffermerà su tale TSUBO, a volte dolorante, quale quale espressione di ristagno energetico.

Il soffermarsi o la stimolazione minore o maggiore di tali TSUBO, Dipende da uno stato di minore flusso del QI, che determina il KYO (vuoto), se è maggiore JITSU (pieno).

Così che nel primo caso bisogna stimolare e nel secondo bisogna sedare.

Il JITSU è più facile da individuare, il KYO che è più nascosto è un vero problema.

Rispetto all'agopuntura, lo Shiatsu presenta una serie di vantaggi: Evitare il fastidio dell'infissione dell'ago; I benefici si hanno dal contatto di chi lo pratica e chi lo riceve; La percezione diretta del paziente; Individuare la sua situazione energetica; Il trattamento non è finalizzato solo a curare l'organo o lo TSUBO del meridiano, ma a Puntare sui diversi meccanismi quali:

a) armonizzazione del sistema neurovegetativo;
b) correzione della struttura scheletrica;
c) rilassamento. I meridiani principali da trattare sono: polmone; mastro del cuore; cuore; grosso intestino; vescica urinaria; rene; cistifellea; fegato; stomaco; milza; vaso governatore; vaso concezione; Esistono due stili principali di Shiatsu: MAMIKOSHI OHASHI Per quali disturbi è indicato lo Shiatsu?

Esso rappresenta un valido aiuto a tutti quei disturbi psicosomatico o dello stress.

Esempio: l'ansia ; la depressione; il nervosismo; l'insonnia.

Per l'apparato locomotore: dolori muscolari (sportivo); dolori articolari; lombosciatalgie.

E' un alternativa a problemi quali: cervicalgie; mal di testa (cefalee); disturbi gastrici; disturbi intestinali; disturbi dell'apparato genitale ed urinario.

Inoltre è indicato in gravidanza alleviando la gestante dal mal di schiena, mal di testa.

Le controindicazioni sono: Gravi patologie quali: tumore, sclerosi multipla, insufficienza cardiaca, ecc.; Infezioni acute; Chi ha partorito da pochi giorni; Dopo interventi di chirurgia; Persone che hanno mangiato da poco; Su parti del corpo che provocano eccessivo dolore.

Il trattamento è eseguito da un operatore che indossa una tuta orientale di cotone molto comoda.

Anche il paziente indossa indumenti comodi e non aderenti possibilmente di cotone. Si fa distendere il paziente su appositi tappeti (Tatami, Futo).

Si comunica con il paziente solo attraverso il contatto corporeo, di solito entrambe le mani (o altre parti del corpo), di cui una resta ferma (mano madre) e l'altra si sposta lungo un meridiano (mano figlia).

Non è altro che il sentire ed il gioco delle due mani a ristabilire il sinergismo energetico fra i vari punti, meridiani ed organi.

I trattamenti da effettuare dipendono dal tipo di disturbo da affrontare.

In genere: Dura da 45 a 60 minuti; Per problemi acuti bastano 3 - 4 sedute; Per problemi cronici, necessitano almeno 10 trattamenti.

Personal Trainer

Non sai come allenarti in modo da ottenere il meglio?


Ti annoia la palestra?

Non riesci a trovare il tempo per frequentare una palestra?

Il tuo orario di lavoro non ti permette di poterti allenare?

Non puoi muoverti?

Stai cercando il tuo Personal Trainer?

(ALLENATORE PERSONALE), che sarà attento al tuo programma e che ti segue nei tuoi allenamenti.

Che ti dà qualità nell’allenamento personale migliorando infortuni.

Chi si rivolgerà ad un allenatore a domicilio, cerca un professionista altamente preparato e qualificato, quale può essere un Fisioterapista con lunga esperienza sportiva nel passato, in varie discipline sportive e da allenatore almeno in una disciplina ed una lunga esperienza dal punto di vista sanitario e riabilitativo; conoscenza dell’alimentazione, di pronto soccorso ed in grado di collaborare con consulenti multidisciplinari (dietologo, ortopedico, cardiologo, pneumologo, fisiatra, neurologo, psicologo ecc. ecc.)

I Personal Trainer generalmente sono solo dei preparatori tecnici con poca esperienza in campo sanitario, la maggior parte fanno body-building e fitness o sono dei diplomati Isef (Insegnanti di Educazione Fisica).

Addirittura molti divengono Personal Trainer dopo aver fatto con alcune federazioni corsi di body-building o solo di Sppinning o Kicfitness e senza aver nessun diploma o laurea, dopo un corso di 3 o massimo 4 giorni. Anche se la preparazione tecnica è necessaria, non è sufficiente.

E’ sicuramente più mportante la Biomeccanica applicata alla pesistica ed a tutti gli sport, l’Anatomia, la Fisiologia, la Chinesiologia, la minima conoscenza della Patologia e dell’Alimentazione, ma soprattutto avere doti umane è la più importante, il rispetto e la comunicazione col cliente.

Essere attenti a capire ciò che l cliente chiede.

Da non dimenticare che infatti il 60% di richieste di un Personale Trainer sono impiegati, liberi professionisti, manager, persone super-impegnate da non poter seguire per svariati motivi in palestre o addirittura post-traumattizzati da essere prima riabilitati e poi farli tornare in buona forma fisica, o perché nò la signorina, il giovanotto o la signora che vuole riacciuffare la propria forma fisica ed estetica.

Il restante 40% difficilmente ricorrerà al Personal Trainer in quanto essendo sportivi professionisti hanno già i loro allenatori sportivi nella loro disciplina sportiva.

Chi si rivolge al Personal Trainer e quale programma bisogna fare:

A)Un programma di tonificazione e rafforzamento muscolare o potenziamento muscolare per persone che hanno già esperienze sportive dilettantistiche e professionali. Queste persone potranno essere seguite nelle loro sedi sportive o palestre o addirittura a domicilio.

B)Un programma di Elasticità Muscolare e di Dimagramento, avendo come obiettivo quello di rassodare la muscolatura e migliorare il movimento a livello articolare e di elasticità muscolare. Dei attività AEROBICA mirata.

C)Un programma per chi essendo più giovane e non praticando più sport, di voler riprendere in certo modo un’attività ginnica per sopperire alle carenze della vita sedentaria, con una ginnastica dolce e soft.

D)Un programma post infortuni o incidenti e che dopo essere stati per un periodo immobilizzati hanno bisogno di recuperare la propria attività e riprendere perché nò una discreta e perfetta attività sportiva.

E)Un programma per DISABILI (paraplegici, limitazione di movimento ad un arto ecc. ecc.), che vedendosi diversi da un punto di vista psicofisico da non voler frequentare palestre o essere impossibilitati a raggiungerla.

Oltre a preparare un programma personale a domicilio, consigliando l’uso e l’acquisto di attrezzi quali: bici, tapis-roulant, panche multiuso ecc. ecc.; potrà correggere eventuali errori di esecuzione e di postura ed in casi particolari applicare tecniche di rieducazione posturale (Mezieres, tecniche Osteopatiche ecc.), bagaglio culturale e professionale del Fisoterapista o Terapista della Riabilitazione.

Oppure integrare tramite un Elettrostimolatore una ginnastica passiva con l’applicazione di particolari elettrodi con corrente a bassa frequenza da provocare contrazione muscolare involontaria alternata a pause di recupero.

Oppure utilizzare diverse correnti tipo TENS (Elettrostimolazione trans-cutanea) per l’analgesia od apparecchi ad Ultrasuoni o Ionoforesi (somministrazione locale di un farmaco antinfiammatorio od analgesico), per accalerare un processo di recupero in tempo per una prestazione sportiva dilettantistica o professionale.

Oltre a ciò consigliare o preparare una adeguata integrazione alimentare da abbinare all’attività sportiva o coadiuvare ed integrare una dieta ipocalorica prescritta da un Dietologo od una collaborazione con quest’ultimo.

Osteopatia

L'osteopatia è un'arte curativa nata in America alla fine dell'Ottocento ad opera di Andrew Taylor Still, il quale mise a punto una metodica contrapposta alla medicina tradizionale.


Si è diffusa dagli Stati Uniti ai paesi anglosassoni e da qui in Europa e in Giappone.

E' una tecnica di approccio globale dell'individuo, in cui il disturbo non è considerato singolarmente, ma è ricondotto ad un'ampia disfunzione organica, generata da una diminuzione di capacità di "autoregolazione del corpo".

Con autoregolazione si intende la possibilità del corpo a continuare il suo funzionamento anche quando ci sono eventi a modificarlo, eventi che modificano l'equilibrio originario.

Quando l'autoregolazione diminuisce, la persona non sta bene.

Ogni individuo è fatto per stare in salute.

Ogni corpo contiene tutti gli ingredienti per mantenersi in stato di salute.

Questa energia, di cui il corpo dispone, può: Essere ridotta; Essere bloccata.

Da qui i suoi concetti fondamentali:

a) Il corpo come unità;
b) Funzione e struttura sono tra loro correlate;
c) Il corpo contiene un meccanismo di autoregolazione;
d) Il corpo è capace di difendersi da aggressioni esterne.

Quindi l'osteopatia si basa su un buon sincrono "movimento" tra: Sisitema nervoso; Sistema muscolare; Sistema osseo, ecc., ecc.

Tutto si muove ed è in movimento, anche tutte le pareti del corpo si muovono.

Ciò è evidente per gli arti ma non per altri organi interni o altri che lo sono meno.

Le varie strutture dell'organismo sono soggette sia alla macromobilità (grande movimento), sia alla micromobilità (piccolo movimento) più profonde, entrambe necessarie affinché non nasca la malattia.

Il movimento di varie strutture del corpo (muscoli, scheletro, visceri, sistema circolatorio, neuro-endocrino e cranio-sacrale) è collegato: lo stomaco, ad esempio, oltre ad avere propri movimenti di peristalsi (contrazione e rilasciamento dei muscoli della parete del tubo digerente) è in rapporto col muscolo diaframmatico, da cui dipende la mobilità viscerale, in stretto contatto con le vertebre lombari.

Una riduzione di mobilità può creare fastidi in altre parti del corpo lontane ed apparentemente senza collegamento.

Il punto chiave dell'osteopatia è di considerare la persona come unità, in cui ogni parte dipende da altre, ed il funzionamento di ognuna assicura la intera struttura.

Secondo tale principio, le ossa craniche hanno mcrofluttuazioni che si propagano per tutto il corpo in quanto le suture di tali ossa non saldano avendo dei piccoli movimenti connessi alla fluttuazione del liquido cefalorachidiano (liquido circolante tra i ventricoli e nel midollo spinale).

Tali movimenti di retrazione ed espansione, si trasmettono all'osso sacro ed a tutto il corpo.

Tale sistema è importante per tutto il corpo.

L'organismo tende sempre ad un equilibrio, adattandosi ad ogni situazione con minor dispendio energetico.

Lo stato di benessere tende, in ogni persona, al proprio potenziale vitale originario.

Secondo l'osteopatia, ogni persona ha in se le potenzialità di auto-guarigione.

Talvolta ciò può diminuire o rallentare in qualche parte dell'organismo, ed in questo caso l'osteopatia interviene dando con le sue tecniche la capacità di auto-ripresa o auto-guarigione.

E perciò che essa è utilizzata in molteplici disturbi considerando la natura del problema nell'unità corporea e non nella sua localizzazione sintomatica.

Efficace quindi nei disturbi di mobilità e funzionali, ma non lesionali (es. frattura di un arto).

Inoltre serve a vari disturbi (esempio: cefalee, lombalgie, gastrite, ecc.) per il recupero della mobilità persa e del proprio benessere.

L'osteopata effettua la diagnosi, dopo una elaborata valutazione, dopo un'accurata anamnesi ed informazioni su eventuali traumi, interventi e la lettura di analisi e visione di radiografie, TAC, risonanze, ecc.

L'osteopata valuta la postura del paziente ed il suo meccanismo cranio-sacrale.

Individuata la causa o il perché della patologia, l'osteopata applicherà tecniche manuali da seduti o sdraiati su, un tavolo adeguato alla terapia, con tecniche dirette sia sul sistema viscerale, cranio-sacrale, colonna o indiretto come il sistema circolatorio e neuro-endocrino.

Tutto ciò al fine di portare l'organismo ad utilizzare la propria capacità di autoguarigione.

Sono soprattutto i bambini, anche di pochi giorni, a beneficiare dell'osteopatia.

Alla nascita infatti, molti di essi, subiscono dei traumi durante il parto ad esempio deformazioni della testa, e qui che l'osteopata agisce modellando il cranio con lievi pressioni, appunto per la elevata plasticità di quest'ultimo, garantendo un corretto sviluppo e funzionalità del cranio e del sacro, prevenendo disturbi tipo insonnia, irritabilità ecc.

Una seduta ha la durata di circa 45 minuti, ma varia a secondo della patologia, ed in genere i benefici si avvertono già dopo le prime 3 o 4 sedute, anche se possono avvertirsi fastidi o dolori anche dopo la prima o la seconda seduta.

Chi E' Il Fisioterapista?

Chi è il fisioterapista quello vero?

E' un professionista che ha frequentato un corso para universitario, in grado di attuare un programma di cure riabilitative nell'ambito di strutture pubbliche, private o come libero professionista.

Si avvale di qualsiasi tecnica di riabilitazione mirata su ogni paziente come approccio all'essere umano "nella sua globalità", distinguendosi da operatori che praticano ed insegnano la ginnastica tradizionale di palestra o di altre discipline sportive.

Credo che:

"La Struttura Governa La Funzione"

Se questa è persa c'è patologia, ed è a questo punto che è necessario rigovernarla attraverso la riabilitazione.